È il primo caso al mondo di una nipote partorita da sua nonna, da una donna che mentre è diventata mamma, è diventata anche nonna. Cecile Eledge a 61 anni ha partorito una bimba, Uma Louise, frutto di un impegno familiare collettivo: è stata concepita in vitro con il seme del figlio gay Matthew che ha fecondato l'ovulo della sorella del marito di lui, Elliott Dougherthy.
Il parto è avvenuto lo scorso 25 marzo, ma la comunicazione ufficiale è arrivata solo da poco. La mamma-nonna ha spiegato di aver messo a disposizione il suo utero per regalare al figlio omosessuale la possibilità di avere un erede, una bambina che ha materiale genetico di entrambi i componenti della famiglia.
Negli Usa la vicenda sta scatenando reazioni discordanti.
Mamma-nonna a 61 anni
Cecile Eledge è madre di Matthew che è legalmente sposato con il suo compagno, Elliot Dougherthy, visto che la legge dello stato del Nebraska dal 2015 ha riconosciuto la legittimità del matrimonio tra omosessuali grazie a una sentenza della Corte Suprema. Ma per i pregiudizi esistenti, quando si è sposato, Matthew ha perso il lavoro da insegnante in una scuola cattolica. La coppia due anni fa ha manifestato in famiglia il desiderio di poter avere un figlio. Il desiderio sembrava destinato a rimaner tale finché Cecile, la mamma di Matthew, si è offerta di portare avanti lei la gravidanza.
All'inizio, sembrava uno scherzo e in famiglia tutti si sono messi a ridere.
Invece il progetto ha preso piede: nonna Cecile ha dato l'utero, Lea, la sorella di Elliott, si è offerta di donare gli ovuli, e il seme è quello di Matthew. Dopo aver fatto tutta una serie di accertamenti medici, la donna, malgrado l'età avanzata e la menopausa da una decina d'anni, ha riscontrato di poter portare avanti una gravidanza. E così è stato: con l'appoggio di tutti i parenti, superato un primo momento di incredulità, l'ha portata avanti con disinvoltura senza doversi sottoporsi a niente altro che una iniziale somministrazione di estrogeni.
Uma nata con parto naturale, un 'dono'
Il frutto di questo "lavoro" di gruppo, è una bambina, Uma Louise, nata due settimane fa al Nebraska Medical Center di Omaha, la città dove la famiglia vive.
Il parto è avvenuto naturalmente, non c'è stato bisogno di praticare il cesareo che l'equipe medica aveva preventivato, ed è andato bene: sia la mamma nonna che la bambina godono di ottima salute. Sotto l'occhio del ciclone dei media e dell'opinione pubblica americane, Cecile ci ha tenuto a far sapere che la sua scelta è stata "un dono di una madre al figlio". Un atto d'amore per regalargli un bambino nel timore che, altrimenti, Matthew non potesse mai averne. Le leggi dello stato del Nebraska, al momento non consentono alle coppie gay di adottare un figlio. In famiglia hanno commentato che hanno vinto la gioia e il pensiero fuori dagli schemi e che la bambina ha sostegno e amore da parte di tutti.
La nonna mamma, ha riferito di aver ricevuto messaggi di appoggio da ogni parte del mondo.
Dibattito e polemiche su quotidiani e social
Il caso estremo e senza precedenti di maternità surrogata, visto che "l'utero in affitto" è stato offerto dalla nonna usando l’ovulo della sorella del marito di suo figlio e lo sperma di suo figlio, ha fatto esplodere il dibattito e con esso le polemiche: sia sui siti dei quotidiani che sui social, si alternano punti di vista diametralmente opposti.
Si scontrano i commenti di chi ritiene una conquista la possibilità che una nonna abbia fatto da madre surrogata, e quelli di chi considera l'intera vicenda un'aberrazione, una deriva che, camuffata da traguardo della modernità e conquistà di civiltà, celerebbe invece un punto di non ritorno in un mondo in cui in assenza di limiti, è ormai possibile tutto.
Tra i commenti di segno positivo, ci sono quelli di chi apprezza lo spirito di unione della famiglia che ha combattutto ogni stereotipo sessista per realizzare un parto senza precedenti. Quelli negativi, sono di aver spettacolarizzato una nascita che non andava esibita, e in alcuni casi sfociano in insulti omofobi e insinuazioni d'incesto.