Si sono concluse alle ore 11:15 le operazioni di apertura di due tombe al cimitero Teutonico di Roma. Il motivo riguardava la possibilità di trovare all'interno di una delle due strutture i resti di Emanuela Orlandi, la giovane ragazza scomparsa nel 1983 in circostanze misteriose. Nonostante gli indizi raccolti, l'apertura dei due sarcofagi ha riservato una spiacevole notizia: entrambe le bare sono state ritrovate vuote, prive di qualsiasi traccia di reperto umano o urna funeraria. Una falsa pista che getta ancora una volta un'ombra su una delle sparizioni più famose d'Italia.

Le tombe vuote

Il caso della scomparsa della giovane Emanuela Orlandi continua a essere avvolto nel mistero. La quindicenne è scomparsa nel 1983 in circostanze misteriose e da allora non è stata mai più ritrovata. Oggi, l'ennesima speranza di portare alla luce i suoi resti, si è dissolta nel nulla.

Dopo le operazioni svolte dalle autorità, è il direttore della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti a dare ufficialmente la notizia.

Le due tombe presenti al Cimitero Teutonico di Roma sono vuote, prive di qualsiasi reperto umano o urna funeraria. Le due sepolture appartenevano alla principessa Sophie von Hohenlohe e alla principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo. Nonostante ciò, all'apertura di entrambi i sarcofagi, gli ispettori non hanno ritrovato alcuna traccia umana.

La prima a essere stata ispezionata è stata la tomba di Sophie.

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Cronaca Nera

Al suo interno, è stata ritrovata una camera vuota di circa 4 metri per 3,70 metri. Secondo gli esperti si tratterebbe di una costruzione recente e non risalente all'epoca della morte della principessa. Anche il secondo monumento funebre è risultato privo di resti umani. Una scoperta incredibile che è stata immediatamente comunicata ai parenti delle due nobili. Una notizia che ancora una volta, getta un velo di mistero sullo sparizione di Emanuela Orlandi.

Il commento della famiglia

La notizia del mancato ritrovamento di resti umani nelle due tombe ha colpito la famiglia Orlandi. A parlare per primo davanti ai giornalisti è Pietro, il fratello di Emanuela. L'uomo non ha nascosto il rammarico per l'ennesimo vicolo cieco, eppure non smettete di credere nella speranza di ritrovare la sorella. Tuttavia, Pietro ha più volte chiesto un'onesta collaborazione da parte di tutte le parti coinvolte nel caso.

Inoltre, ha anche aggiunto di voler avere al più presto un maggior chiarimento da parte dello Stato Pontificio, in merito al non ritrovamento dei resti delle principesse.

La richiesta di aprire le due tombe è partita proprio dalla famiglia Orlandi. Infatti, il fratello di Emanuela ha ribadito che in più occasioni, erano state fatte precise segnalazioni relative a quei luoghi. Addirittura, sostiene l'uomo, anche persone all'interno del Vaticano consideravano le due tombe il luogo di sepoltura della ragazza.

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