Sulla Riviera Romagnola è scattato il divieto temporaneo di balneazione. I prelievi Arpae hanno evidenziato uno sforamento dei parametri di legge di escherichia coli e enterococchi. Ma secondo gli operatori di settore il mare è pulito ed il provvedimento - che inevitabilmente danneggia la stagione - sarebbe ingiusto. Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini sud, ha denunciato che il campionamento è stato effettuato lunedì quando, in seguito alle forti piogge di domenica, si era dovuto procedere all'apertura degli scarichi a mare delle acque fognarie.

Il divieto di balneazione

Nel pomeriggio di ieri, martedì 30 luglio, i bagnini di molti lidi romagnoli, a malincuore, hanno dovuto issare le bandiere bianche e rosse utilizzate per indicare il divieto di balneazione temporanea. I risultati dei prelievi di campionamento effettuati lunedì, infatti, hanno rilevato il superamento dei limiti consentiti per legge di escherichia coli e enterococchi in 18 acque di balneazione.

Il divieto interessa 13 punti del litorale riminese (dalla zona del porto fino a Miramare, comprendendo anche Fogliano Marina e Rio dell'Asse Sud), ed è stato esteso anche a due spiagge del Lido di Volano (in provincia di Ferrara), una di Savignano, una a Cesenatico e una San Mauro, nella provincia di Forlì-Cesena. Gli addetti ai lavori dei diversi lidi sono quindi sul piede di guerra. Ieri, i bagnini hanno sottolineato che l'Arpae avrebbe dovuto effettuare i prelievi nella giornata di domenica (infatti, il maltempo era stato ampiamente annunciato). Inoltre, hanno fatto notare che l'acqua era pulitissima e trasparente, al punto che si potevano vedere pesci e granchi.

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Cronaca Nera Ambiente

Pronti all'azione legale

Il divieto di balneazione è stato firmato dal sindaco di Riccione Renata Tosi e, mentre si è in attesa degli esiti del campionamento effettuato ieri, in una nota, il Comune ha precisato che il divieto temporaneo non è dovuto alle aperture di impianti di sollevamento o a altre problematiche di rete tali da giustificare un simile provvedimento. A tal proposito, quindi, si aprirà un confronto con Arpae e Ausl per fare chiarezza.

Nel comunicato si è anche voluto ricordare che Fogliano Marina, secondo la classificazione della Regione, può contare su un'acqua definita eccellente e nello scorso fine settimana - nonostante i violenti temporali - non si è ritenuto necessario aprire né l’impianto del depuratore, né gli impianti di sollevamento Casella e di via Castrocarto.

Diego Casadei, presidente della cooperativa bagnini di Riccione e membro di spicco di Oasi Confartigianato (Associazione degli operatori balneari), ha tuonato: "Se verrà confermato che tutto è arrivato dagli scarichi di Rimini e che a Riccione non è stato aperto nulla, siamo pronti all'azione legale con relativa richiesta di danni (sia materiali che d'immagine)." "Valuteremo - ha poi concluso - se agire nel confronti di Hera che si occupa degli sforatori o di Arpae".

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