Dagli Stati Uniti arriva la cronaca di una vicenda agghiacciante. Gli agenti dell'Fbi hanno scoperto all'interno del Biological Resource Center (una sorta di banca dei tessuti) con sede a Phoenix (in Arizona) un vero e proprio laboratorio degli orrori di Frankenstein. L'inchiesta, volta a sgominare un presunto traffico illegale di organi umani è del 2014, ma i rapporti redatti dagli agenti, per motivi legali, sono stati resi pubblici solamente nei giorni scorsi.

Scoperto laboratorio di Frankenstein

Con ogni probabilità, quando gli uomini dell'Fbi, 5 anni fa, hanno varcato il cancello del Biological Resource Center di Phoenix, avranno pensato che Frankenstein - il protagonista del celebre racconto gotico-horror pubblicato da una giovanissima Mary Shelley nei primi anni dell'Ottocento - dovesse avere un laboratorio simile. Come raccontato dall'agente speciale Mark Cwynar, al suo interno vi erano vere e proprie stanze dell'orrore contenenti, in appositi dispositivi di raffreddamento, dei corpi umani (anche fatti a pezzi).

Addirittura, come nel romanzo del moderno Prometeo, qualcuno aveva sfidato i principi del bioetico creando una figura con il busto di un uomo e la testa di una donna.

Come spiegato dal quotidiano Arizona Republic e dall'emittente televisiva KTVK, Mark Cwynar ed i suoi colleghi del bureau, nei documenti resi pubblici nell'ambito di una causa civile, hanno ricostruito l'attività della struttura dichiarando di aver visto con i loro occhi scene incredibili.

"Abbiamo anche pensato ad un scherzo morboso", ha raccontato il quotidiano.

L'indagine Fbi

Le indagini che hanno portato alla scoperta del "laboratorio degli orrori" hanno avuto inizio nel 2014: si pensava che il centro scientifico (una struttura privata controllata da una società dell'imprenditore Stephen Gore) fosse coinvolto in alcune attività illecite legate alla donazione di organi e al loro traffico.

In realtà, come svelato dai media americani, c'era molto di più. Secondo quanto ricostruito, diverse famiglie (almeno una trentina), nel corso degli anni, avevano acconsentito a donare i corpi dei loro cari deceduti per scopi medici e scientifici. Nessuno di loro aveva immaginato che il centro - ora chiuso definitivamente - fosse in realtà una sorta di macelleria, gestita da imprenditori senza scrupoli.

Sembra che il Biological Resource Center di Phoenix avesse iniziato il 'commercio' nel 2007. Il proprietario del laboratorio, Stephen Gore, nell'ottobre 2018, è stato processato e, dopo aver ammesso le sue colpe, è stato condannato ad un anno per aver condotto un'attività ritenuta illegale in Arizona.

Inoltre, dovrà scontare altri 4 anni di libertà vigilata e pagare una multa di 121mila dollari . Il prossimo ottobre, comunque, ci sarà una nuova udienza presso il tribunale superiore della contea di Maricopa.

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