Un caso che probabilmente riaprirà il dibattito sugli effetti positivi e negativi della rete. Internet è fondamentale al giorno d'oggi, non se ne può prescindere, ma spesso diventa protagonista di episodi di Cronaca Nera. Dopo un anno dall'omicidio è arrivata al condanna all'ergastolo per Kevon Watkins, il 18enne che il 2 febbraio dell'anno scorso aveva strangolato la sorella per questioni legate all'accesso a Internet.

Sembra che il giovane avesse modificato la password wifi per giocare online tranquillamente, senza impedimenti, evitando però ai suoi cari di navigare in rete nella loro casa di Macon, in Georgia.

Colluttazione con la sorella

Il 2 febbraio del 2018 la madre di Kevon aveva reclamato la password e lui, immediatamente, aveva reagito in modo impetuoso. Alla scena aveva assistito anche la sorella Alexus, che subito si era schierata dalla parte della madre.

Alexus aveva così tentato di difendere la madre, avendo però la peggio. Kevon è diventato furibondo ed ha scatenato una violenta colluttazione con la sorella. Tutto è avvenuto davanti alla madre, che non è riuscita a separarli. Una lite scatenata da una semplice password, o meglio dalla velocità di Internet. Il ragazzo in sostanza non voleva che altri della sua famiglia navigassero in rete perché voleva giocare online con i videogames.

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Cronaca Nera

Secondo quanto riportato dal Sun, i due fratelli sono caduti per terra durante la lite, lui a un certo punto l'ha presa per il collo e l'ha lasciata solo quando è arrivata la Polizia.

Vani i tentativi di rianimazione

Quando i poliziotti sono arrivati nella casa di Kevon non c'era più nulla da fare per la sorella. Neanche i tentativi di rianimazione sono stati efficaci. Quel ragazzo ha strangolato la sorella senza pietà per un attacco d'ira, per una password.

È passato più di un anno da quel terribile giorno e ora è arrivato il pesante verdetto: carcere a vita per Kevon Watkins. La sentenza è arrivata dopo un processo di due giorni. Il procuratore David Cooke ha affermato: "Questo atto di violenza ha provocato una tragedia indicibile per questa famiglia". Cooke spera che adesso la famiglia possa tornare a vivere serenamente. Alexus Watkins era fidanzata e madre di un bimbo di tre anni quando è stata uccisa. Avrebbe dovuto sposarsi di lì a poco.

Numero delle emergenze contattato anche dal fratello di Kevon

Stando a quanto ha riportato Metro, il numero delle emergenze 911 era stato contattato anche dal fratello minore di Kevon. Il giudice Verda M. Colvin ha reso noto che il minorenne aveva riferito al telefono che il fratello stava tentando di colpire la madre. Era proprio la verità. Alexus ha evitato il pestaggio della madre ma ci ha rimesso lei.

La sentenza ora chiude un capitolo triste della vita della famiglia americana.

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