A Kabul un kamikaze si è fatto esplodere nel corso di una festa di matrimonio, il bilancio è grave: almeno 63 i morti e 182 i feriti, tra i quali ci sono anche donne e bambini.

È successo la sera di sabato 17 agosto, intorno alle 22.40 nella zona occidentale della città di Kabul, dove predomina la minoranza sciita Hazara. L'attentato terroristico ha colpito un albergo in cui era in corso un ricevimento di nozze, nella sala Shahr-e-Dubai che tradotto letteralmente significa Dubai City.

Al momento dell'esplosione nella struttura erano presenti centinaia di persone. Il portavoce del ministro dell'Interno, Nasrat Rahimi, ha reso noto che tra le vittime ci sono anche donne e bambini.

Un piano di pace con gli Usa è imminente

Gli episodi di violenza non accennano a diminuire, nonostante sia in discussione un piano di pace che verrà presentato a breve dall'amministrazione degli Stati Uniti d'America.

Al momento nessun gruppo ha rivendicato la paternità del gesto terroristico. I Talebani hanno negato un loro coinvolgimento nell'attentato. In Afghanistan sono attivi anche militanti dell'Isis, spesso a capo di sanguinose stragi in città e villaggi, contro la minoranza sciita.

Nei matrimoni che si celebrano a Kabul, le donne e gli uomini prendono parte alla festa stando in stanze separate e gli invitati sono normalmente centinaia di persone.

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Cronaca Nera

Secondo un testimone, l'attentatore sarebbe entrato in azione vicino ai musicisti e tutti coloro che erano lì a divertirsi hanno perso la vita. I video che descrivono il disastro mostrano persone disperate per i propri familiari, scarpe abbandonate e sedie sporche di sangue.

Numerosi gli attacchi nell'ultimo anno

Quello di sabato è il diciassettesimo attentato registrato a Kabul nell'ultimo anno. Nel totale, almeno 113 persone sono state ammazzate e 700 sono quelle rimaste ferite.

Numeri ufficiali che, però, potrebbero non essere proprio quelli reali, perché le autorità tendono a mantenere sempre basso il numero delle vittime. Molti degli attacchi terroristici precedenti sono stati attribuiti ai talebani, mentre altri alle milizie dello stato islamico.

Solo dieci giorni fa, nella stessa zona era esplosa un'autobomba piazzata dai talebani con l'obiettivo di colpire le forze di sicurezza.

In quell'occasione hanno perso la vita 14 persone e 145 sono rimaste ferite. Le vittime erano soprattutto civili.

Il piano di pace che dovrebbe essere sancito tra gli Usa e i rappresentanti dei talebani prevede il ritiro delle truppe americane in cambio dell'impegno finalizzato a evitare che l'Afganistan possa diventare una zona franca per i gruppi terroristici. Filtra ottimismo da entrambe le parti per il raggiungimento dell'accordo.

Nonostante tutto, gli afghani temono ancora altri attentati terroristici, anche da parte dell'Isis.

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