Ieri mattina all'alba la Polizia di Stato del commissariato di Lecce, in collaborazione con i colleghi di Nardò e del nucleo centrale, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, tutte accusate di spaccio di cocaina. Secondo quanto riferisce la stampa locale, dodici delle persone arrestate sono di nazionalità italiana, mentre uno di loro è marocchino. Si tratta, secondo quanto specificato dagli inquirenti, di un cosiddetto arresto "ritardato", in quanto l'operazione in questione, denominata "Pusher 3", ha previsto l'utilizzo di agenti sotto copertura.

In pratica, alcuni poliziotti si sono finti acquirenti di droga, e nel corso del tempo hanno instaurato un rapporto di fiducia con gli spacciatori medesimi. Questo ha quindi potuto documentare in maniera più ampia il fenomeno: se infatti i soggetti fossero stati colti in flagranza di reato solo con pochi grammi di stupefacenti, per loro non sarebbe scattato neanche l'arresto. Per questo gli investigatori hanno voluto vederci chiaro. L'inchiesta è partita nello scorso mese di luglio.

La Polizia: 'Preserviamo i giovani'

Ieri mattina presso la Questura leccese si è svolta una conferenza, nella quale gli agenti hanno riferito tutti i dettagli dell'operazione. Da subito il questore, Andrea Valentino, ci ha tenuto a precisare che non si è trattato di una operazione che va contro le discoteche o la movida salentina, ma questa è servita esclusivamente a combattere il fenomeno dello spaccio nei locali della movida notturna.

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Cronaca Nera

Infatti, proprio nelle maggiori località turistiche della costa adriatica e ionica, nonché nello stesso comune capoluogo, in alcuni locali è stato notato un traffico abbastanza intenso di sostanze psicotrope, in particolare proprio di cocaina. Ad acquistarla erano soprattutto persone del posto ma anche turisti, nonché soggetti giovanissimi. Proprio per tutelare questi ultimi la Polizia ha messo in campo dei controlli a 360 gradi. Dall'attività investigativa, è emerso inoltre che alcuni individui arrestati fossero legati in qualche modo alla criminalità organizzata locale.

Quattro locali rischiano di chiudere

Dopo i relativi controlli e fermi operati stamane dalla Polizia, neanche i gestori dei locali possono stare tranquilli, in quanto le strutture dove è stato riscontrato il traffico e la cessione degli stupefacenti adesso rischiano anche di chiudere. I locali si trovano precisamente nelle stessa Lecce, come già detto, ma anche a Porto Cesareo, una delle località più "in" della costa ionica, San Foca e Torre Uluzzo.

Adesso si procederà ad avviare i procedimenti amministrativi finalizzati alla chiusura dei locali coinvolti, che sarebbero quattro. In casi estremi l'autorità giudiziaria potrebbe revocare ad alcuni di loro addirittura la licenza.

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