Nel cuore della notte, precisamente alle ore 2:02, una scossa di Terremoto di magnitudo 4.1 della scala Richter ha interessato la città di Norcia, provocando un po' di apprensione e sensazione di paura mai dimenticate dagli abitanti del Centro Italia, i quali ormai convivono con questo fenomeno quasi ininterrottamente da più di 3 anni.

Secondo i primi dati forniti dall'Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) l'evento sismico ha avuto il suo esatto epicentro alle pendici della Montagna Fusco (1796 m), 4 chilometri ad est dell'abitato di Norcia.

L'ipocentro, invece, sempre secondo le stime fornite in una fase di calcolo preliminare, è stato localizzato a circa 8 chilometri di profondità.

Al momento non vengono comunque segnalati danni a cose o persone, anche se la scossa è stata avvertita in un raggio molto ampio, che comprende tutta la zona appenninica e subappenninica del Centro Italia.

Paura nel cuore della notte e gente in strada per il terremoto e le scosse seguenti

La scossa di terremoto è stata avvertita nettamente non solo nel comune di Norcia, ma in moltissimi altri comuni del Centro Italia, fra cui anche la vicina Arquata del Tronto.

Gente in strada, invece, è stata segnalata ad Amatrice, Accumoli e Cittareale, i tre comuni del reatino più colpiti dalla scossa di magnitudo 6.0 che tre anni fa devastò il cuore della nostra penisola.

Secondo i questionari compilati sul sito "Hai sentito il terremoto?" la scossa sarebbe stata distintamente avvertita in tutte le regioni centrali: ad Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano, Tolentino e perfino Ancona nelle Marche; Foligno, Terno e Spoleto in Umbria; Rieti nel Lazio; Teramo in Abruzzo.

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Terremoto

Il vicesindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi, afferma: "Stanotte sarà dura dormire ma non molliamo".

La scossa principale è stata poi seguita, nei minuti successivi da almeno altre due scosse avvertite dalla popolazione: la prima di magnitudo 3.2 e la seconda, poco più debole, di magnitudo 3.0.

Parla del terremoto il geologo Emanuele Tondi

Il geologo Emanuele Tondi, dell'Università degli studi di Camerino, spiega sul suo profilo Facebook che il terremoto di questa notte fa parte "della sequenza sismica iniziata tre anni fa.

La zona di faglia è quella del Monte Vettore-Monte Bove. Si tratta di una ripresa della sequenza, sempre possibile e che non era per nulla terminata" e conclude affermando che "purtroppo, la zona destabilizzata è molto grande e la sequenza di aftershock molto lunga". Dunque, il terremoto di 4.1 che stanotte ha colpito Norcia rientra nella normalità di un fenomeno così vasto come quello che ha interessato il Centro Italia fra l'agosto 2016 e il gennaio 2017.

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