'Diteci cosa è successo a Luca'. Non si dà pace la mamma del ventenne originario di Rho, ma residente a Lainate, finito in coma a fine luglio dopo una festa di compleanno tra amici a Nerviano (a pochi km da Milano). Il ragazzo è rimasto invalido e sta affrontando un delicato percorso di recupero psicologico. Gli inquirenti hanno stabilito che i traumi, gravissimi, riportati dal giovane non sono però compatibili con una semplice caduta (come raccontato dai suoi amici).

La festa ed il coma

Lo scorso 26 luglio Luca C., neodiplomato all’istituto tecnico industriale, ha lasciato la sua abitazione di Lainate e ha raggiunto un attico di via Papa Giovanni XXIII a Nerviano. Quella sera si sarebbe dovuto festeggiare il compleanno di un'amica: un'occasione per stare insieme e divertirsi prima di partire per le vacanze. Invece, intorno, alle due di notte, è accaduto qualcosa di grave che oggi - a distanza di quasi tre mesi - nessuno ha saputo spiegare.

Un vero e proprio giallo.

Gli uomini del 118, intervenuti in seguito ad una chiamata effettuata da qualcuno dei presenti, hanno trovato Luca privo di sensi, a terra. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime e per questo è stato accompagnato d'urgenza all'ospedale di Legnano. I primi accertamenti clinici hanno rilevato delle lesioni cerebrali irreparabili causate da un trauma cranico.

Il giovane, trasferito in terapia intensiva, si è risvegliato dal coma un mese più tardi.

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Cronaca Nera

e ora necessita di assistenza continua, di un esoscheletro per camminare e di un tubo per respirare. Luca, ricoverato in una struttura specializzata nel Lecchese, non può più neppure mangiare da solo e sta lavorando per recuperare le normali proprietà verbali e mnemoniche.

'Diteci cosa è successo a Luca'

I genitori di Luca, subito dopo il ricovero, si sono recati dai carabinieri di Nerviano e lì hanno scoperto che, nonostante la gravità della situazione, nessuno aveva provveduto ad informare le forze dell'ordine.

Le indagini, dunque, sono state avviate solo pochi giorni più tardi, su richiesta della Procura di Milano che ha affidato l'inchiesta al pm Francesca Gentilini.

Gli inquirenti hanno così provveduto a sentire i ragazzi presenti alla festa, una ventina: tutti di buona famiglia e tutti senza precedenti o problemi di droga. Con molta reticenza, hanno fornito la loro versione. Qualcuno ha sostenuto che Luca, forse dopo qualche bicchiere di troppo, ha tentato di fare una capriola o una "ruota", mentre altri hanno riportato che, per scherzare, sarebbe stato sollevato e lasciato cadere.

Qualcosa, però, secondo gli investigatori non torna: le ferite ed i danni riportati dal ventenne non sono compatibili con una semplice caduta accidentale e la famiglia, nella speranza di dare un senso alla tragedia che li ha colpiti, si è rivolta ad un legale, l'avvocatessa Paola Padoan, che ha richiesto ulteriori accertamenti. "Non ci sono novità - ha dichiarato a nome della madre di Luca - tutto va avanti nel più stretto riserbo".

La donna, che ha precisato di aver fiducia nelle istituzioni, vuole sapere la verità su quanto accaduto.

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