I Carabinieri l’hanno definito l’Arsenio Lupin sardo e per mesi era riuscito a sfuggire alla cattura, spostandosi per tutta l’Italia. Giuseppe Liberatore, 44 anni, originario di Alghero, volto molto conosciuto alle forze dell’ordine, è stato arrestato qualche giorno fa dai militari a Santa Maria La Palma. Una frazione a pochi chilometri di distanza dalla cittadina catalana. La scorsa mattina - accompagnato dal suo avvocato di fiducia e dai Carabinieri della stazione di Santa Maria La Palma (dove si trova ai domiciliari), Liberatore è stato nuovamente sentito dagli inquirenti che stanno risalendo ai numerosi acquirenti, soprattutto antiquari e rigattieri.

L’uomo – secondo quanto accertato dalle indagini dei Carabinieri – avrebbe svaligiato ville, cimiteri e anche chiese. Rubando oltre 200 beni, tra oggetti antichi e sacri, opere d’arte e dipinti. Per un valore di centinaia di migliaia di euro. I furti sarebbero avvenuti tra l’Umbria e la Toscana. Oltre a questo, l’uomo è accusato anche di diverse truffe che soltanto in Sardegna gli avrebbero fruttato quasi 150 mila euro.

Ora Liberatore – in attesa del processo – si trova agli arresti domiciliari. L’uomo si dovrà trovare un buon avvocato che lo difenda dalle pesanti accuse di furto e truffa. Insieme a lui è stata anche arrestata, per ricettazione, l’ex moglie di origini sarde e altre sette persone tra collezionisti d’arte e rigattieri, che avrebbero comprato opere d’arte senza preoccuparsi della loro provenienza. L’operazione messa a segno la scorsa mattina – dopo mesi e mesi di indagini certosine – è stata coordinata dai Carabinieri del comando provinciale di Perugia, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Tutela patrimonio culturale e quelli della stazione di Santa Maria La Palma di Alghero. Questi ultimi – nel 2016 – avevano segnalato all’autorità Giuseppe Liberatore che aveva già messo a segno truffe e furti.

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Cronaca Nera

Negozianti e ricettatori

Secondo quanto accertato dai Carabinieri, l’Arsenio Lupin made in Sardegna aveva organizzato una vera e propria rete di intermediari e ricettatori. La maggior parte negozianti – apparentemente tutti legali – che avrebbero acquistato a prezzi davvero irrisori oggetti di immenso valore. Che poi avrebbero rivenduto ad ignari acquirenti. Nel maggio 2017 – si legge nelle carte – un uomo residente ad Assisi aveva denunciato ai Carabinieri diversi furti: oggetti d’oro preziosissimi, due moto d’epoca e addirittura un triciclo e una bicicletta dei primi dell’800.

Dopo le indagini i militari avevano recuperato una delle moto d’epoca, una Guzzi, in un capannone industriale di Bastia Umbra, a due passi da Assisi. Il titolare dell’edificio stava per immatricolare nuovamente la moto – a nome suo - e per questo è stato denunciato per falso e riciclaggio. Nella stessa operazione era finita anche un’antiquaria di Santa Maria degli Angeli, frazione di Assisi, che aveva venduto all’uomo la moto. Dalle indagini si è scoperto poi che la donna era venuta in possesso delle due moto, tramite l’ex marito, conoscente di Giuseppe Liberatore.

Le perquisizioni e le denunce

Durante le indagini i Carabinieri hanno perquisito diversi antiquari, esattamente quattro a Perugia ed uno in provincia di Arezzo, tutti denunciati per ricettazione. L’operazione denominata “Scrambler” aveva avuto una svolta nel maggio del 2019 quando il parroco della chiesa della Colleggiata di Umbertide, aveva denunciato il furto di manufatti sacri che contenevano preziose reliquie di santi.

Nella chiesa infatti erano presenti diverse telecamere di sicurezza che avevano ripreso l’autore dei furti. Visionando le immagini, i Carabinieri erano riusciti a dare un volto al ladro di oggetti sacri. Si trattava appunto di Giuseppe Liberatore che – grazie anche alla presenza di un testimone – era stato riconosciuto responsabile non solo di quei furti ma anche di altri avvenuti nei mesi precedenti. Le indagini sono ancora in corso e ci saranno sicuramente ulteriori sviluppi. I Carabinieri stanno infatti risalendo alle decine di acquirenti degli oggetti rubati.

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