Ha fatto molto discutere, nei giorni scorsi, la storia di una Grazia Tripargoletti, sessantunenne di Rende (Calabria) che, non avendo mezzi di trasporto propri, è costretta a prendere l'ultimo autobus di mezzanotte per arrivare al lavoro puntuale alle 5:30 del mattino (prima di quest'ora, infatti, non passano altri bus). La vicenda ha destato curiosità e sdegno di molti che hanno 'accusato' l'azienda di poca umanità anche perché, come racconta la stessa donna, era stato da lei richiesto un cambio d'orario a causa di questo problema che le è stato, però, negato.

La donna lavora per la Lav Services e si occupa di pulizie degli uffici della motorizzazione civile di Cosenza. Proprio l'azienda in questione ha, però, voluto precisare alcune dichiarazioni fatte dalla signora con una lunga lettera specificando anche che la dipendente non si presenta al lavoro da oltre un mese.

L'azienda smentisce la versione di Grazia: 'Creato un caso mediatico'

Le gravi parole della donna, che hanno certamente scosso l'Italia intera, sono però state smentite dall'azienda appaltatrice del servizio di pulizie negli uffici della motorizzazione di Cosenza, la Lav Services.

L'azienda ha spiegato che il rapporto di lavoro è iniziato nel 2018 e che la signora Tripargoletti ha accettato il turno di lavoro affidatole durante una riunione interna senza dichiarare alcuna difficoltà. La Lav Services ha inoltre specificato che la signora aveva espresso alcuni problemi a raggiungere il posto di lavoro così presto, ma queste rimostranze sono state esternate in modo del tutto confidenziale e senza nessuna dichiarazione scritta.

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Calabria

L'azienda continua riportando il fatto che non è stato possibile, comunque, un cambio di turno a causa di un'oggettiva impossibilità (documentata) e che la speranza era quella che Grazia potesse organizzarsi con amici o familiari per farsi accompagnare sul posto di lavoro in orario oppure che si giungesse alla conclusione di un cambio di residenza (soluzione, peraltro, appoggiata dai datori di lavoro che avrebbero aiutato la donna pagando eventuali spese).

Oltre a questo, inoltre, la Lav Services puntualizza anche che quanto 'denunciato' dalla donna è falso (notti al freddo e una panchina come letto) perché la signora ha usufruito di un periodo di assenza per malattia dal 27 settembre all'11 ottobre, terminato il quale la stessa ha tentato di usare una certificazione che non attestava nessuno stato di malattia: dall'11 ottobre alla data odierna, poi, Grazia non si è più presentata al lavoro (nonostante non avesse motivi documentati), esponendosi, quindi, a contestazione disciplinare.

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I colleghi di Grazia: 'La serietà dell'azienda non si tocca'

Anche un gruppo di dipendenti ha voluto far sentire la propria voce a difesa dall'azienda per la quale lavorano. In una nota congiunta i lavoratori hanno dimostrato vicinanza e comprensione umana nei confronti della collega ma hanno anche difeso strenuamente la serietà dei propri datori di lavoro. I colleghi di Grazia hanno poi ribadito che sono certi che la Lav Services abbia fatto tutto il possibile per andare incontro alle esigenze della dipendente.

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