In provincia di Palermo, ieri, 23 novembre, una donna di trent'anni è stata uccisa a coltellate dal suo amante. L'uomo, 51 anni di Partinico ha confessato: temeva che la sua relazione con la trentenne venisse allo scoperto e ha aggredito la sua amante con un coltello ed un bastone.

Partinico: trentenne uccisa dal suo amante, un imprenditore del posto

La tragedia è avvenuta a Partinico, in provincia di Palermo. Ana Maria Lacramioara Di Piazza è stata assassinata dal suo amante, Antonio Borgia, un imprenditore della zona con cui aveva una relazione da circa un anno.

L'ennesimo femminicidio è avvenuto due giorni prima della giornata mondiale sulla violenza contro le donne ed il colpevole, una volta fermato, ha ammesso le sue responsabilità.

La vittima, originaria della Romania, era stata adottata da una famiglia di Giardinello, quando era una bambina. Ana Di Piazza aveva rivelato ad Antonio Borgia di aspettare un figlio da lui. Secondo una prima ricostruzione dalle indagini dei Carabinieri, coordinate dall'aggiunta Annamaria Picozzi e dal pm Chiara Capoluongo, i due amanti si sono incontrati nella zona di Balestrate verso le 7:00 di venerdì.

La donna aveva chiesto 3 mila euro al suo amante che, come d'accordo, glieli avrebbe portati all'incontro. Nel corso dell'appuntamento, però, dopo aver consumato un rapporto fisico, è scoppiata una lite che è degenerata in una coltellata alla pancia di Ana. La trentenne si è data alla fuga, ma Antonio Borgia l'ha raggiunta promettendole di accompagnarla in ospedale per curare la ferita che lui stesso le aveva procurato. La donna si è lasciata convincere, ma una volta in macchina, il litigio è ricominciato e questa volta l'uomo ha colpito la vittima con una bastonata in testa per poi tagliarle la gola. Il corpo della donna è stato nascosto tra le campagne di Partinico e Balestrate.

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Cronaca Nera

Dopo l'omicidio, l'uomo si è recato al bar e dal barbiere

Successivamente, Antonio Borgia si è recato al bar, a fare colazione e dopo pranzo è andato anche dal barbiere. In seguito ad alcune segnalazioni di due testimoni che avrebbero assistito alla lite, i carabinieri hanno ritrovato il corpo della vittima, legato e nascosto sotto alcune frasche e il furgone dell'imprenditore che lavorava nei dintorni. Fermato con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere, Antonio Borgia ha ammesso le sue responsabilità.

Il movente sarebbe legato alla gravidanza della giovane amante che lo avrebbe minacciato di rivelare la loro relazione dopo avergli chiesto dei soldi. Il 51enne lavorava nella ditta della moglie che si occupava della realizzazione di piscine.

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