La città di Udine è sconvolta dalla tragica morte di Penelope Cossaro. La piccola, 7 anni, nel tardo pomeriggio di giovedì scorso è rimasta schiacciata dall'acquasantiera della chiesetta di Santa Chiara (ospitata all'interno dell'Educandato Uccellis). Dal giorno dell'incidente sono più di sessanta le richieste di aiuto arrivate agli psicologi della città friulana dai genitori dei compagni di Scuola e degli amici della bimba.

Le richieste d'aiuto

Intorno alle ore 17 di giovedì 21 novembre, a conclusione dell'ora di catechismo, Padre Ioan Marginean Cocis ha accompagnato alcuni bambini di seconda elementare nella cappella di Santa Chiara per recitare una breve preghiera.

Tra loro c'era la piccola Penelope. La bimba, ad un certo punto, si è avvicinata alla acquasantiera in marmo e, per cause ancora in fase d'accertamento, il pesante arredo sacro le è caduto addosso e le ha schiacciato il torace, non lasciandole scampo.

"Una tragedia infinita" ha commentato Roberto Calvani, presidente uscente dell'Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia. La morte della bimba, come è facile comprendere, ha infatti gravissime ed inevitabili conseguenza non solo sui genitori e sui parenti più prossimi, ma anche sui compagni di scuola.

A testimonianza dell'effetto a cascata che un dramma come quello di Penelope può avere sui bambini delle scuole elementari e medie vi è il fatto che dalla sera dell'incidente, agli psicologi (sia pubblici che privati) sono arrivate decine e decine di chiamate di genitori preoccupati. Calvani, in proposito ha spiegato: "Siamo intervenuti su sessanta bambini e, come presidente, ho chiesto la disponibilità di tutti i colleghi per far fronte a tante richieste".

La psicologa della scuola

La morte di Penelope è un evento tragico ed terribile, ma purtroppo non è raro.

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In questo caso, però, il "senso di trauma" si è allargato in maniera contagiosa tra gli alunni più sensibili. L'Uccellis, come ha sottolineato anche Calvani, da sempre è attenta alle fragilità dei suoi iscritti e si impegna a fare un grande lavoro di prevenzione. Già da venerdì mattina, infatti, diversi professionisti friulani si sono attivati per assistere i bambini e i ragazzi (ma anche le loro famiglie) che sono rimasti coinvolti dalla tragedia.

Evgenia Gasteratou, la psicologa dell'Educandato ha precisato: "Dopo il nostro 'lavoro di massima', interverrà la scuola Naven (Istituto di Formazione in Psicoterapia Sistemica, Familiare e Relazionale, ndr) che agirà a livello di volontariato con interventi individuali": Per la dottoressa, il lutto che i bambini dovranno affrontare sarà molto difficile da elaborare.

"Dai loro racconti - ha spiegato - mi sono resa conto che per molti di loro si è trattato di un calvario in diretta: involontariamente hanno assistito all'evolversi della tragedia". Gasteratou, non si riferisce solo agli 8 alunni che erano con Penelope in chiesa: la bimba, infatti, è stata soccorsa sotto gli occhi di molti altri studenti. E, tutto questo, inevitabilmente, ha avuto sugli scolari più piccoli un impatto enorme.

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