Sono state celebrate, oggi, a Castel di Sangro, in Abruzzo, le esequie del maresciallo dei Carabinieri Fabio Cicone, morto il 2 dicembre scorso in montagna, a causa un incidente sulla Majella. Dopo lunghe ricerche, il corpo ormai privo di vita del commissario è stato ritrovato a Ponte Romana, nel comune di Pacentro, in provincia dell'Aquila.

Ad attendere il feretro, una piazza gremita ha partecipato commossa al dolore dei familiari e alla sofferenza manifestata dal suo cane, un border collie di nome Sheela.

Al funerale erano presenti anche numerose autorità: il comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, il generale Carlo Cerrina, il comandante provinciale colonnello Nazzareno Santantonio, il sindaco di Castel di Sangro, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso e il direttore del Pnalm, Luciano Sammarone.

Sheela, il cane di Cicone commuove tutti avvicinandosi ai familiari del suo padrone

Sheela è stata la compagna fedele di Cicone, lo seguiva ovunque, anche nelle sue escursioni sugli Appennini, sempre, tranne quel maledetto 2 dicembre scorso, quando la montagna gli ha portato via il suo amatissimo padrone.

Al funerale, Sheela era disorientata, cercava con lo sguardo gli occhi del maresciallo tra le divise: erano presenti carabinieri, guardia di finanza, polizia, esercito, mancava solo lui.

Durante il rito, ha atteso mesta, sdraiata sul pavimento senza mai far sentire il suo lamento, l'arrivo di un familiare, finché non ha visto la madre ed il fratello di Cicone. Solo allora si è rialzata, ha tirato il guinzaglio, li ha raggiunti e si è fatta accarezzare, cercando affetto e calore.

La folla ha vissuto la scena con partecipazione, riconoscendo all'animale un amore profondo e una dedizione rara.

Il ricordo che lascia Cicone

Al maresciallo Cicone sono state dedicate le commoventi parole del cappellano militare Don Claudio Recchiuti che ha celebrato le esequie: l’amore per la montagna ha strappato all'affetto di parenti ed amici un uomo leale, umile e coraggioso, che nessuno avrebbe mai voluto perdere.

Il comandante della Compagnia carabinieri di Castel di Sangro, capitano Fabio Castagna ne ha ricordato la serietà e l'affidabilità, sottolineando quanto Cicone sapesse svolgere il suo lavoro con dignità, umanità, senso del dovere e attaccamento alle istituzioni.

Sulla bara è stato deposto il tricolore; sei suoi colleghi lo hanno accompagnato nell'ultimo saluto portandolo sulle spalle. Lo seguivano un suo parigrado, che teneva la sua sciabola da maresciallo disposta su un cuscino, e Sheela, sofferente e sileziosa, al suo fianco fino alla tomba dove è stato tumulato, tra la commozione di tutti gli astanti.

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