Il giudice del Tribunale di Taranto, Loredana Galasso, ha infine emesso altre 11 condanne nel processo bis per l'omicidio di Sarah Scazzi, il così detto delitto di Avetrana, commesso il 26 agosto 2010. Le colpevoli per l'omicidio, condannate nei tre gradi di giudizio, sono Cosima Serrano e Sabrina Misseri, rispettivamente zia e cugina di Sarah. Il movente è stato individuato in una rivalità amorosa scattata tra le due cugine, che si contendevano le attenzioni di Ivano Russo. Per Sarah, che aveva solo 15 anni, era solamente una cotta, un amore platonico di cui scriveva sul suo diario di adolescente.

Sabrina Misseri invece, come emerse dai vari interrogatori, aveva una frequentazione con Ivano Russo, anche se i due non furono mai davvero fidanzati e, al contrario, il ragazzo tentava di tenere nascosta la liason. Ma in questo processo bis vengono fuori altre menzogne e altre condanne.

Ivano Russo per la Legge ha mentito

Per il Tribunale di Taranto Ivano Russo mentì circa gli avvenimenti della giornata in cui scomparve la 15enne di Avetrana. Sua principale accusatrice la ex compagna. Russo in un primo momento aveva dichiarato di trovarsi a casa a dormire durante quella tragica giornata invece la ex fidanzata disse che era uscito di casa.

Una situazione compromettente se si pensa che sempre in lui è individuata la causa delle pesanti litigate tra Sarah e Sabrina che avrebbero, infine, causato la morte della giovane. Secondo le ricostruzioni processuali Sarah perse la vita proprio a casa dei Misseri, e la causa della morte fu lo strangolamento.

Processo Sarah Scazzi bis, altre 11 condanne per depistaggi

Ma Ivano Russo non è il solo ad avere subito una condanna nel processo bis, sebbene la sua sia senz'altro la più pesante.

In questo processo parallelo l'elenco è lungo, per quanto riguarda menzogne e depistaggi.

Per aver mentito ai carabinieri tre anni e sei mesi di reclusione a Dora Serrano che aveva dichiarato di essere stata molestata da ragazzina da Michele Misseri. Giuseppe Serrano è stato condannato per calunnia contro i Carabinieri, mentre Alessio Pisello (amico di Ivano Russo e di Sabrina Misseri) è stato condannato a tre anni di reclusione per falsa testimonianza.

Tre anni anche per Anna Scredo (cognata del fioraio Giovanni Buccolieri che testimoniò prima di aver visto Cosima e Sabrina trascinare, quel giorno, Sarah in macchina, e poi ritrattò tutto parlando di un sogno). Nella lunga lista di condannati anche Maurizio Misseri e sua madre Anna Lucia Pichierri. Tre anni alla madre di Ivano Russo e due anni e mezzo al fratello Claudio. Assolta invece l'ex fidanzata di Russo Antonietta Genovino.

Le bugie sulla morte di Sarah Scazzi

11 in totale le condanne per calunnie e depistaggi, anche ai danni dei Carabinieri. A pensarci bene un numero davvero elevato di persone che non solo non hanno aiutato le forze dell'ordine a fare luce su un delitto tanto atroce ma addirittura, in alcuni casi, hanno portato fuori pista le indagini.

Sabrina Misseri e Cosima Serrano dal carcere si dichiarano sempre innocenti e al contrario, Michele Misseri, conosciuto alle cronache come Zio Michele, dopo aver dato versioni discordanti e poco credibili si è infine auto-accusato del delitto. A quel punto però la sua credibilità era già compromessa e le indagini e conseguentemente i processi sono stati veicolati su Cosima e Sabrina.

La morte della 15enne Sarah Scazzi sembra quindi essere stata chiarita con il termine di questo processo bis, anche se forse la verità sulle dinamiche dell'omicidio non si saprà mai del tutto. Un fioraio che sogna, un giovane ragazzo ambito dalle due cugine che dichiara di essere stato a casa a dormire, ma poi viene smentito dalla allora fidanzata.

Lo Zio Michele che prima fa ritrovare il corpo e il telefonino di Sarah, poi accusa la figlia e infine riversa su se stesso ogni responsabilità. Cosima Serrano, zia di Sarah Scazzi e mamma di Sabrina, che durante il processo si è quasi sempre avvalsa della facoltà di non rispondere e la cui condanna fu basata per lo più sulla testimonianza del 'fioraio' sognatore. Un caso di Cronaca Nera che ha segnato l'Italia. Sperando che almeno adesso la piccola Sarah possa riposare in pace, avvolta dalla Giustizia.

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