La storia a dir poco agghiacciante riguarda Stanislaw e Illya Kostsew, due fratelli arrestati per l'atroce delitto della loro ex insegnante. I giovani avrebbero martoriato il corpo della vittima infliggendogli cento coltellate e adesso rischiano la pena di morte.

Resoconto della vicenda

L'orrendo delitto che ha scosso l'opinione pubblica bielorussa negli ultimi tempi è stato scatenato dalla rabbia di Stanislaw e Illya nei confronti di Natalya Kostritsa, la loro ex professoressa. La donna aveva dichiarato di voler rivolgersi ai servizi sociali per togliere la custodia dei figli alla sorella maggiore dei Kostsew, poiché quest'ultima soffriva di seri disturbi mentali.

I due fratelli non avrebbero preso bene la notizia e, sotto effetto di alcol, si sarebbero presentati a casa della loro ex insegnante e l'avrebbero pugnalata un centinaio di volte.

Dopo di che avrebbero bruciato il corpo di Natalya insieme alla sua abitazione per simulare un incidente. Il depistaggio non ha funzionato e i due sono stati arrestati grazie al ritrovamento del computer della vittima. Stanislaw e Illya, portati in tribunale, hanno implorato pietà. La vicenda ha colpito talmente tanto il paese che perfino il presidente bielorusso si è espresso in maniera chiara sulla vicenda definendo i fratelli come "feccia" e accettando di buon grado che fossero condannati a morte.

La pena capitale bielorussa

Sembra assurdo che in un continente civilizzato come l'Europa vi siano ancora paesi che applicano una condanna così macabra. Eppure la Bielorussia su questo argomento ha sempre dimostrato una forte reticenza al cambiamento. Solo nel 2019 le pene di questo tipo nel paese sono state 3. La morte per i carcerati avviene in maniera particolarmente macabra. I condannati vengono richiusi in isolamento, dove i loro diritti umani non vengono in alcun modo rispettati.

Inoltre vengono tenuti all'oscuro della data della loro morte fino al giorno dell'esecuzione. Dopo di che sono portati in un luogo riservato, bendati e uccisi con un colpo di pistola alla nuca. Come se questo non fosse già abbastanza, la famiglia del condannato non viene avvisata del giorno in cui la pena viene effettuata e non ha diritto a richiedere il corpo per la sepoltura.

Tutto ciò sembra quasi surreale ma è la dura verità della pena capitale bielorussa.

Per anni le associazioni internazionali, Amnesty International su tutte, hanno cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sulla questione e anche in questa occasione non hanno mancato di far sentire la loro voce. Purtroppo l'unico modo per salvare i due ragazzi dalla pena di morte sarebbe l'ottenimento della grazia per mano del presidente bielorusso che, come scritto poc'anzi, è fortemente a favore della morte dei fratelli Kostsew.

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