A pochi giorni dall'anniversario della strage di Charlie Hebdo, torna la paura alle porte di Parigi. Il nuovo anno comincia con un attacco a coltellate che fa un morto e due feriti, di cui uno grave. Ci troviamo a Villejuif, nella banlieue parigina. L'assalitore, un giovane di 22 anni di nome Nathan, con problemi psichiatrici e piccoli precedenti penali, è stato abbattuto dalla polizia a poche centinaia di metri dagli accoltellamenti, prima di fare altre vittime in un centro commerciale verso cui si stava dirigendo.

Giornata di terrore a Parigi, morto l'assalitore

La vittima dell'attentato avvenuto venerdì scorso intorno alle 14, è un uomo di 56 anni, residente proprio nella cittadina, vicino al parco dov'è stato colpito. "Stava passeggiando con sua moglie al parco, quando l'uomo li ha attaccati. Lui le ha fatto scudo con il suo corpo, venendo accoltellato mortalmente", ha dichiarato con un post su Facebook il sindaco Franck Le Bohellec. Poi la moglie, di 47 anni, è stata pugnalata a sua volta ed è ricoverata in gravi condizioni.

La terza vittima, meno grave, è una donna di trenta anni, che si trovava al parco. "Nel suo percorso omicida, l'assalitore ha tentato di attaccare altre persone, che sono però riuscite a scappare ed evitarlo", ha spiegato la portavoce della polizia.

Il giovane assalitore, residente a Parigi, aveva addosso una djellaba tipica degli islamici radicali e, secondo alcuni testimoni, ha urlato "Allah Akbar" prima di colpire.

Non era però schedato dalla polizia come islamista. Fermato nel 2018 per atteggiamenti sospetti, Nathan aveva spiegato di essere affetto da una forma di schizofrenia, ma non era attualmente in cura. Poco lontano dal luogo del massacro è stata ritrovata una borsa con all'interno un testamento islamico e un Corano, anche se al momento l'attacco non è stato classificato come terroristico. Il rapido intervento delle forze dell'ordine ha evitato una strage.

Gli agenti lo hanno inseguito prima tentando di fermarlo a colpi di pistola, ma senza riuscirci. Alla fine l'hanno abbattuto con un fucile d'assalto. Il ministro dell'Interno Christophe Castaner ha espresso riconoscenza agli agenti per la loro reattività, il sangue freddo e la professionalità. Presente anche il procuratore antiterrorismo, che è arrivato sul posto insieme al sottosegretario all'Interno. Nel frattempo il presidente francese Macron ha espresso sostegno e vicinanza alle vittime: "Perseguiamo con determinazione la lotta contro la violenza cieca e per la sicurezza di tutti i francesi".

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Gli stessi abitanti della cittadina hanno ancora a mente l'altro omicidio avvenuto nella stessa zona: la trentaduenne Aureliè Chatelain fu uccisa il 19 aprile 2015 con un colpo di fucile da un estremista connesso agli attentatori del 13 novembre.

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