Registrato un altro caso sospetto di coronavirus in Italia e anche questa volta si tratta di un italiano rientrato da poco tempo dalla Cina. Questa volta a finire alla ribalta della Cronaca Nera è un ragazzo di Salerno, un giovane di trent'anni di età giunto nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 10 febbraio 2020, presso il pronto soccorso dell'azienda ospedaliera universitaria 'San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona' della città di Salerno.

Di ritorno da un viaggio in Cina, è stato trasferito al 'Cotugno' di Napoli

Il trentenne, secondo quanto si apprende dalle prime indiscrezioni trapelate, sarebbe stato in Cina per una vacanza, per far visita alla propria fidanzata, e avrebbe trascorso lì un periodo di circa 60 giorni, rientrando in Italia appena pochi giorni or sono. Durante il suo viaggio l'uomo, tra le diverse tappe, avrebbe fatto sosta anche nella città di Berlino. L'uomo è stato trasferito, intorno alle 16:30 di lunedì, all'ospedale 'Domenico Cotugno' di Napoli, struttura specializzata nella cura di malattie virali e infettive, un polo di riferimento per l'intero territorio della Regione Campania.

I dottori dell'ospedale salernitano, infatti, hanno ritenuto opportuno attivare immediatamente il protocollo d'emergenza: il paziente è stato subito collocato in una sala di isolamento per poi essere condotto a bordo di un'ambulanza ad alto contenimento dell'Humanitas nel nosocomio partenopeo. A bordo dell'unità mobile di soccorso, oltre all'ammalato, anche gli operatori del personale medico-sanitario che indossavano l'apposita divisa protettiva anti-contagio.

A diffondere la notizia è stato Roberto Schiavone, ideatore, fondatore nonché presidente dell'associazione di soccorso 'Humanitas'.

Si attendono i risultati degli esami medici

Adesso si attendono gli esiti degli esami per capire se l'uomo sia stato realmente contagiato dal coronavirus, avendo accusato il classico sintomo della temutissima e a volte letale malattia, ovvero la febbre alta unita alle difficoltà respiratorie.

In tutta la regione Campania, dunque, ritorna il timore di un possibile contagio, dopo la paura per la vicenda di Sarno (piccolo centro abitato della provincia di Salerno), dove sono state ricoverate per accertamenti due persone di nazionalità cinese risultate, in seguito ai test medici, non affette dal coronavirus. In Italia, quindi, la psicosi di questo nuovo virus non accenna a placarsi: lo spavento di essere infettati dal bacillo è ormai all'ordine del giorno. Si tratta di un virus che nel territorio cinese finora ha già provocato il decesso di più di 1000 persone, quasi tute nella zona di Wuhan.

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