È guerra aperta al Coronavirus a cui ieri è stato dato il nome 'Covid-19'. A dichiararlo, è l'Organizzazione mondiale della Sanità: l'epidemia ha superato i 1100 morti su 45 mila casi confermati, e lunedì, con 108 vittime, c'è stato il record negativo di decessi in una sola giornata.

Ieri, a Ginevra, 400 scienziati si sono incontrati al Forum globale di ricerca e innovazione per fare il punto sulle strategia d'attacco. A dichiarare guerra al virus, il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che lo considera un pericolo peggiore del terrorismo, il grande nemico da fermare.

Coronavirus, l'allarme dell'Oms

Il Coronavirus è più distruttivo e letale del terrorismo. Parole estreme, da far paura, quelle pronunciate ieri a Ginevra dal direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, con l'intento di dare la sveglia a tutti. "Il mondo si svegli", ha infatti detto Ghebreyesus in versione allarmista, ma al contempo ottimista. Ha infatti poi precisato che con i dovuti investimenti sarà possibile fermare il virus. L'ha definito il nemico mondiale numero uno: il 'Covid-19, per il funzionario al vertice dell'Oms può avere un impatto più potente di qualsiasi azione terroristica perché può minare la tenuta economica, sociale ed assistenziale dei paesi che colpisce, specie quelli già deboli.

Da qui, l'appello al mondo di unirsi nella lotta per fronteggiare il nemico comune.

A differenza della Sars, il virus è meno letale, ma più contagioso. La Sars, sindrome respiratoria acuta grave, con un tasso di mortalità del 10%, tra il 2002 e il 2003 uccise 801 persone. Il Covid-19 ha un tasso di mortalità del 2%. Il coronavirus finora ha ucciso 1100 persone, decessi al 99,2% localizzati in Cina, in particolar modo nella provincia di Hubei.

In Europa, i contagi finora sono 45 e non c'è stato nessun morto. In Italia, tre, due sono gli anziani turisti cinesi arrivati da Wuhan e ricoverati allo Spallanzani di Roma, le cui condizioni vanno lentamente migliorando. L'altro, è il ricercatore emiliano arrivato alla Cecchignola dalla Cina e ricoverato anche lui allo Spallanzani dopo essere risultato positivo ai test. E' in buone condizioni e non ha più la febbre.

Coronavirus, al lavoro per il vaccino

"Il tempismo è essenziale. Bisogna agire con senso d'urgenza", ha detto Ghebreyesus. C'è una possibilità realistica di fermare il coronavirus investendo nella ricerca. E la ricerca, in effetti, è in corso Cina, da cui tutto è partito, con una sperimentazione sui topi: sono stati inettati su 100 roditori alcuni campioni di un possibile vaccino. A darne notizia, è stata l'agenzia cinese Xinuha. ll vaccino è stato sviluppato dalla Scuola di Medicina della Tongji University con la società Stermirna Therapeutics Co. Ltd., entrambe con sede a Shanghai, e il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Quest'ultimo ha però fatto sapere che si tratta di una fase preliminare: molto ci sarà ancora da fare perché possa essere somministrato agli esseri umani. Secondo le stime dell'Oms, si potrà realisticamente arrivare ad un vaccino tra 18 mesi. Potrebbe accadere che sarà pronto quando non servirà più perché nel frattempo i focolai dell'infezione potrebbe essersi estinti, come accadde per la Sars. Intanto, però, il coronavirus è nella fase d'espansione: sulla Diamond Princess, la nave in quarantena davanti alle coste di Yokohama, ai 136 passeggeri già sbarcati si sono aggiunti altri 39 infetti. Ora sono dunque 174 i contagiati su 3700 persone a bordo.

Coronavirus, Oms 'bacchetta' la Cina per dati falsati

L'Oms sta cercando di mantenere un rapporto di collaborazione con la Cina, per evitare complicazioni quali la sua proverbiale tendenza 'isolazionista'. Ghebreyesus ha evitato di entrare nel dibattito politico sulla gestione dell'emergenza e sui ritardi da parte del Dragone, invitando a non colpevolizzare l'operato del governo di uno stato sovrano. Ma dopo la riunione di ieri a Ginevra, l'Oms si è visto costretto a bacchettare la Cina perché i dati dei contagiati forniti sarebbero sottostimati: non sarebbe più contato chi è positivo al test, ma non manifesta i sintomi: febbre, tosse e difficoltà respiratorie.

L'Oms invece include nel computo anche i pazienti asintomatici.

Nel Paese, diverse città con milioni di abitanti sono in quarantena. Sui social circolano video in cui si vedono persone costrette con la forza a lasciare le loro case perché sospettate di avere il coronavirus. La censura controlla le informazioni. Il presidente Xi Jinping 'taglia' teste: due alti funzionari di partito a Hubei, Zhang Jin e Liu Yingzi, segretario e direttrice della Commissione provinciale per la sanità, sono stati rimossi: avrebbero ritardato i tempi di intervento a epidemia già in corso a Wuhan. Ci sono inchieste in corso, e centinaia di funzionari sono stati puniti.

Xi Jinping ce la sta mettendo tutta per far intendere al popolo che l'errore che ha fatto propagare il coronavirus, è accaduto in un mercato di Wuhan distante migliaia di chilometri dalla capitale dell'impero, Pechino.

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