In rete circola un video non poco inquietante: proviene dalla città di Wuhan, epicentro dell'epidemia di coronavirus che sta allertando il mondo. Mostra tre persone prelevate con la forza dalle loro abitazioni, perché sospettate di aver contratto il virus.

L'epidemia atterrisce la Cina: i casi di contagio sono 37200, i morti, quasi tutti cinesi, sono diventati 813, solo ieri ci sono stati 86 decessi, superando di gran lunga la Sars che nel 2003 causò 349 vittime. La malattia ha fatto anche la prima vittima straniera, una cittadina americana di 65 anni ricoverata al Jinyintan Hospital di Wuhan.

Intanto, sono spariti due giornalisti blogger che sfidando la censura informavano sulle reali condizioni nella città definita 'un inferno in terra'.

Coronavirus, trascinati da casa perché forse infetti

Il video è stato diffuso da Epoch Times, un giornale multilingue fondato da un gruppo di cinesi americani e, a seguire, dal britannico Daily Mail. In esso, si vedono due persone, un uomo, una donna senza mascherina, trascinati violentemente fuori dall'abitazione tra le urla. Un altro uomo, il caso più 'difficile' si dimena a terra per non essere preso.

Senza camicia ma solo con dei pantaloni indosso, viene portato di peso, mani e piedi, da quattro agenti di polizia in tuta asettica e il volto completamente schermato, per essere caricato su un'ambulanza. A giudicare dalle immagini, se non si conoscesse il motivo di questo prelievo coatto, sembrerebbe una scena di un ricovero psichiatrico obbligato.

Coronavirus, tra propaganda e vita quotidiana

Le immagini forti sarebbero strumentali alla propaganda di regime per dimostrare l'efficacia del nuovo ordine impartito dalla vicepresidente cinese Sun Chunlan, 69 anni, unica donna nel Politburo del Partito comunista cinese affianca il presidente Xi Jinping.

Chunlan, originaria proprio della provincia dello Hubei, la zona rossa dell'epidemia, ha esortato il 'popolo' a dare il suo contributo nella guerra al coronavirus, definito da Xi 'demone' contro cui il Dragone deve combattere.

ll governo centrale ha impartito l'ordine alla città di Wuhan di portare sospetti malati o persone che sono a stretto contatto con loro, in campi di quarantena. In emergenza e con gli ospedali al collasso, campi di quarantena possono essere centri congressi trasformati in sanatori, musei e luoghi pubblici.

Come vengano individuati presunti malati, non è dato sapere: forse, ad alimentare sospetti, può bastare una segnalazione o anche, come mostra il video, il fatto di non indossare una mascherina. In genere, è nelle abitudini della popolazione cinese indossare mascherine anche per un'influenza ordinaria, in segno di rispetto verso gli altri, ma la sgradevole e antigienica abitudine di sputare a terra non è venuta meno.

In un Paese dalle mille contraddizioni, tra luci e ombre, anche le notizie sono contrastanti. Riporta ad esempio Epoch Times, alcune testimonianze di cittadini di Wuhan. Uno chiamato Whung, ha riferito che i funzionari del suo quartiere starebbero coprendo i casi di coronavirus e le autorità avrebbero fissato un massimo di tre casi sospetti al giorno che possono essere segnalati.

Mentre gli eventuali casi ‘di troppo’ non verrebbero riconosciuti. Ci sarebbe il divieto di far menzione del coronavirus sulla popolarissima piattaforma Wechat, e chi lo fa rischierebbe di vedersi cancelato l'account. Gli operatori sanitari di Wuhan, inoltre, sarebbero colpiti da una direttiva 'bavaglio' che vieterebbe loro qualsivoglia fuga di notizie dal proprio posto di lavoro. Sono stati rimossi o puniti oltre 400 funzionari locali ritenuti responsabili di atteggiamenti che hanno messo a rischio la Salute della popolazione, gravi lacune o gestione insoddisfacente dell'emergenza. La quarantena in atto in 15 città è la più grande della storia.

Coronavirus, spariti due blogger

Dopo la morte annunciata, smentita, infine confermata di Li Wenlianga, il medico oftalmologo divenuto eroe per aver per primo segnalato il coronavirus il 30 dicembre, 20 giorni prima dell'annuncio ufficiale, la rabbia della Cina si è scatenata via social. I cittadini protestano con post in parte rimossi per come è stato trattato dal regime che l'aveva arrestato e screditato, e per il ritardi nell'affrontare l'emergenza. L'hashtag dottorWenilangaèmorto ha superato il miliardo e mezzo di visualizzazioni su Weibo. L'altro hashtag vogliolalibertàdiparola è stato rimosso.

In questo quadro, s'inserisce la sparizione di due giornalisti blogger che sui social documentavano l'emergenza. Chen Qiushi è sparito da giovedì scorso: attivo su youtube e twitter, da allora è offline. Aveva mostrato la polizia che bussa alle porte per imporre la censura. La madre ha denunciato la sua scomparsa. Fang Bin, avvocato dei diritti prestato al giornalismo di strada, era riuscito a postare le immagini di quando gli uomini del governo erano andati a prenderlo con il pretesto di misurargli la temperatura. In realtà, Fang è stato arrestato per aver mostrato un video in cui mostrava i cadaveri dei malati.

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