L'ex campione di ciclocross Vito Di Tano è morto nella notte tra il 4 e il 5 febbraio a Fasano, in provincia di Taranto, dopo aver vissuto per 18 anni con la sclerodermia. Negli ultimi mesi la sua vita si era fatta ancora più dura, a causa di un tumore ai polmoni diagnosticato lo scorso agosto.

La carriera: dalla Puglia fino ai vertici mondiali

Nato a Monopoli il 23 settembre 1954, Di Tano era diventato un'istituzione del ciclocross italiano, un campione capace di scrivere pagine indelebili nella storia del ciclismo.

La sua carriera ciclistica inizia quasi per caso.

Nato e cresciuto tra le campagne pugliesi, lavorava come muratore e consegnava bibite sotto il sole della Murgia. La sua prima bicicletta arriva solo a 19 anni, un regalo che gli cambia la vita. Inizia a gareggiare sulle strade della Puglia, ma per trovare stabilità si trasferisce al Nord, vincendo un concorso per le ferrovie e trasferendosi a Bergamo. Lì l'incontro con Paolo Guerciotti è determinante: il fondatore della storica squadra di ciclocross milanese riconosce il talento di Vito e lo porta ai vertici della disciplina.

Nel 1979 arriva la consacrazione con il titolo mondiale a Saccolongo, tra i dilettanti, un successo che lo proietta tra i grandi. Sei anni dopo, nel 1986, si ripete a Lembeek, in Belgio, dominando ancora una volta gli specialisti del Nord Europa.

A questi due titoli si aggiungono sei campionati italiani e oltre 200 vittorie, di cui 56 su strada. Nel 1979 riceve la Medaglia d’Oro al Merito Sportivo e nel 2010 il CONI lo premia con la Palma di Bronzo.

Sceso dalla bicicletta, Di Tano non ha mai lasciato il mondo delle due ruote. Ha continuato a lavorare per far crescere nuovi talenti e a promuovere il ciclocross in Italia. Nel 2003 fu l'anima dei Mondiali organizzati a Monopoli, un omaggio alla sua terra. La sua passione e dedizione lo hanno reso una guida per i giovani atleti, lasciando un’eredità indelebile nel ciclismo italiano.

Il cordoglio del mondo sportivo

La scomparsa di Vito Di Tano ha suscitato un'ondata di commozione nel mondo dello sport.

Paolo Guerciotti, amico fraterno e scopritore del talento di Vito, lo ha ricordato con parole toccanti: "Vito non è stato solo un campione sulla bici, ma un grande uomo, ricco di valori. Era più di un corridore, era un fratello. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso nel mio cuore e in tutto il ciclismo".

Anche Gioele Bertolini, campione italiano elite di ciclocross, ha voluto omaggiare la sua memoria: "Vito mi mancherà molto, era come un secondo padre per me. Ci sentivamo ogni settimana, aveva sempre parole di conforto e incoraggiamento". I funerali di Vito Di Tano si terranno giovedì 6 febbraio alle ore 10 presso la parrocchia Santissima Maria del Carmine di Pezze di Greco, frazione di Fasano.