"Una notizia, quella della chiusura del supermercato Colleverde di Palermo, storico punto di riferimento per molti acquirenti della città che li si recavano per fare la spesa, che induce a riflettere sul futuro commerciale del capoluogo siciliano e sull'assenza di adeguati strumenti volti a regolare la concorrenza tra strutture che propongono i medesimi generi merceologici". A riferirlo, il Presidente della Cidec (Confederazione Italiana Esercenti Commercianti) di Palermo, Salvatore Bivona, a seguito dell'annuncio, da parte dei vertici della Colleverde, dell'avvio della procedura di mobilità per i 33 lavoratori dell'azienda e della relativa comunicazione tramite lettera ai sindacati.

Gli stessi vertici aziendali hanno definito tale scelta "sofferta ma necessaria, almeno in questo ambito e in questo momento storico". Ben 24 anni di attività che, adesso, proseguirà con la modalità di ingrosso tradizionale e distribuzione per consentire all'azienda di poter lavorare con risultati sostenibili. Una notizia che non ha lasciato indifferente l'associazione di categoria, decisa ad attivare un tavolo tecnico per discutere in merito alle criticità e alle possibili risoluzioni del problema.

Cidec a difesa delle attività commerciali storiche

Lo stesso Bivona, proseguendo nel suo intervento, ha sottolineato il fatto che, negli ultimi anni, nel territorio di San Lorenzo Colli di Palermo si è registrata la nascita di numerosi ipermercati ed attività concorrenti, dovuta ad una forte deregulation legata quasi esclusivamente all'assenza di un piano commerciale cittadino. Tale piano, a detta del presidente, è uno "strumento indispensabile per programmare sviluppo e produttività" che potrebbe evitare a molte piccole e medie imprese la chiusura delle proprie attività.

Bivona, parlando a nome dell'associazione di categoria che rappresenta, ha espresso solidarietà alla famiglia Colantoni, gestore della società, che negli anni ha garantito prodotti di alta qualità ai propri consumatori, siano essi vini, salumi, formaggi o altri generi alimentari; si è anche rammaricato del fatto che, purtroppo, nessuno ha ascoltato il grido d'allarme lanciato dalla stessa Colleverde sei anni fa, tempo in cui si era ravvisato per la prima volta lo spettro della chiusura.

Già dal 2005, però, con la nascita di nuovi supermercati ed ipermercati limitrofi, il volume delle vendite e, dunque, dei ricavi, aveva subito un importante ridimensionamento che, negli anni successivi, ha condotto a condizioni sempre più difficili fino al triste epilogo odierno.

La proposta della Cidec nelle parole del Presidente Bivona

Concludendo il proprio intervento, Bivona ha poi lanciato una proposta al Comune di Palermo per l'attivazione urgente di un tavolo di confronto dedicato alle aziende commerciali storiche che hanno chiuso i battenti o che si apprestano a farlo, al fine di porre un freno alle emorragie occupazionali e al progressivo depauperamento del tessuto commerciale del territorio.

Tale scopo si potrebbe raggiungere, secondo Bivona, interrompendo la facile concessione di nuove licenze, salvaguardando cosi tutte le piccole e medie realtà commerciali storiche che rappresentano la continuità della tradizione locale e di quartiere e sono sinonimo di garanzia di qualità per i consumatori.

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