La piccola Noemi chiama la questura di Viterbo e chiede all'operatore di poter leggere una lettera che lei stessa ha scritto per ringraziare il lavoro che poliziotti e medici stanno svolgendo in questi giorni di emergenza coronavirus: l'accaduto è stato diffuso dalla stessa Polizia di Stato che ha condiviso l'audio della telefonata tramite il proprio profilo Twitter.

La saggezza della piccola Noemi in una lettera

Squilla il telefono nella sala operativa della questura di Viterbo, risponde l'operatore 23 pensando di raccogliere l'ennesima chiamata di emergenza, invece dall'altra parte del ricevitore c'è una bambina che si presenta dicendo di chiamarsi Noemi e di voler ringraziare gli agenti con una lettera.

La bambina inizia a leggere il suo pensiero e elogia gli agenti dicendogli quanto sia 'bellissimo e rischiosissimo il loro lavoro'. Riferendosi poi al periodo che stiamo vivendo la bambina ha ringraziato gli agenti per quanto stanno facendo e per il pattugliamento delle strade. 'State passando di strada in strada a dire a tutti i cittadini di rimanere in casa anche se purtroppo alcune persone non rispettano le regole. Continuate a essere meravigliosi'. Un grande grazie Noemi lo riserva anche ai medici che stanno compiendo un faticoso lavoro per cercare di salvare tante persone malate. La lettera chiude con un grazie che la bambina rivolge a medici e poliziotti e un vi voglio bene. L'operatore commesso ha ringraziato la bambina.

L'audio è stato postato sul profilo Twitter della Polizia di Stato con un commento che invita tutti i bimbi a giocare in casa per potersi presto riabbracciare in strada.

Il coronavirus spiegato ai bambini secondo l'Unicef

In emergenza Coronavirus anche i bambini possono risentire dello stress e dell’ansia.

Per aiutarli ad esternare le proprie emozioni e fargli capire cosa sta succedendo attorno a loro è importante che i genitori gli parlino senza spaventarli così come spiegato dall’Unicef che ha divulgato una guida precisa e puntuale.

I genitori dovrebbero invitare i propri figli a parlare del coronavirus.

Se sono piccoli non occorre allarmarli ma è sufficiente ricordare loro quanto sia importante seguire le giuste misure igieniche. Un ambiente familiare tranquillo dovrebbe stimolare il bambino a tenere aperta la comunicazione. Il problema non va minimizzato, ma è giusto prenderne atto e rassicurarli. Il linguaggio da utilizzare deve essere appropriato all’età del bambino. E’ importante insegnare ai più piccoli come proteggersi, incoraggiarli a lavarsi spesso le mani e mostrare loro come starnutire o tossire.

Importante prendersi cura di noi stessi

La guida redatta dall'Unicef presta attenzione anche al comportamento degli adulti. Se mamma e papà affrontano l'emergenza in sicurezza anche i bambini riusciranno ad arginare positivamente il problema.

Li aiuterà vedere i loro genitori tranquilli e padroni della situazione, mentre si sentiranno destabilizzati avendo vicino a loro adulti ansiosi e abbattuti psicologicamente.

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