Sembra una storia da incubo quella che ha portato alla morte Lorena Quaranta, la studentessa della Facoltà di Medicina brutalmente assassinata a Furci Siculo, in provincia di Messina. Il presunto colpevole sarebbe il compagno della donna, Antonio de Pace, che dopo aver commesso il delitto avrebbe prima tentato il suicidio e solo in un secondo momento allertato le autorità dichiarandosi colpevole.

L'uomo è stato da poco sottoposto all'interrogatorio di garanzia, nel corso del quale, come riportato anche da Repubblica, avrebbe individuato il presunto movente del delitto nella scoperta di aver contratto il Covid-19 proprio a causa della compagna che gli avrebbe, a suo dire, trasmesso il patogeno.

I sanitari del Policlinico di Messina hanno però eseguito due tamponi al ragazzo e dai risultati, come affermato anche dal Sostituto Procuratore incaricato del caso Maurizio De Lucia, emergerebbe una totale negatività. Apparirebbe dunque escluso, in una prima fase, il movente 'confessato' dal ragazzo, che a questo punto potrebbe aver reso un racconto falso alle autorità. Resta allora da capire quale sia il motivo che avrebbe spinto il 28enne calabrese a scagliarsi contro la compagna.

La dinamica del delitto di Furci Siculo

E' giallo, dunque, sulla morte della giovane laureanda originaria della cittadina di Favara, in provincia di Agrigento, che è stata strangolata nella villetta di Furci Siculo dove viveva col compagno.

All'apparenza si trattava di una coppia affiatata, lui calabrese di Vibo Valentia e già infermiere di ruolo, lei è arrivata ad un passo dalla sospirata laurea, con una carriera sicuramente luminosa, visto che secondo i suoi professori è sempre stata una studentessa modello dotata di una grande passione per la scienza medica.

I Carabinieri della Compagnia di Taormina stanno adesso raccogliendo testimonianze tra gli amici e i conoscenti della coppia per cercare di carpire elementi utili all'inchiesta; anche i telefonini della coppia saranno presto oggetto di verifica. Il giudice per le indagini preliminari ha per il momento disposto la convalida del fermo di De Pace, assistito legalmente dagli avvocati Bruno Ganino e Ilaria Intelisano.

Oggi invece verrà stabilito quale medico legale eseguirà l'autopsia sulla salma della giovane.

La richiesta della laurea honoris causa per Lorena

Intanto i genitori della ragazza, tramite l'intervento del primo cittadino di Favara, hanno richiesto all'Arcivescovo di Messina la possibilità di far celebrare il funerale (il tutto alla presenza dei soli famigliari) nonostante i divieti temporanei disposti dal governo per l'emergenza sanitaria nazionale in atto nel paese.

Lo stesso sindaco di Favara, Anna Alba, ha dichiarato che "non poter salutare Lorena per l'ultima volta, sarebbe un secondo dramma". Il legale della famiglia Quaranta, Giuseppe Barba, ha inoltre avanzato la richiesta di far conseguire alla defunta la laurea honoris causa, il tutto in memoria della giovane laureanda.

Il Rettore dell'Università di Messina, Salvatore Cuzzocrea, ha già accolto la richiesta facendo partire l'iter del caso ma riservandosi comunque di discutere con la famiglia 'tempi e modi della cosa'. Un destino veramente beffardo ha fatto si che la villetta dove è avvenuto il femminicidio si trovi a pochi passi dal centro anti-violenza sulle donne "Al Tuo fianco". Sull'accaduto è stata ascoltata anche la presidentessa dell'associazione, l'avvocato Cettina La Torre, la quale si è detta scioccata ribadendo il concetto che le donne in difficoltà possono essere sempre aiutate nonostante la contingenza del momento non consenta grandi spostamenti fisici.