Il Santo Padre è costantemente informato sull'andamento della pandemia che sta imperversando nella penisola italiana e nel mondo. Alla vigilia della Settimana Santa, ha deciso di parlare in diretta televisiva a tutti gli italiani per infondere coraggio e speranza, entrando nelle case di tutti. Il papa ha parlato di questo periodo in cui si sta vivendo in modo insolito, rimanendo a casa per evitare di essere contagiati.

Il vescovo di Roma ha affermato che ha nel suo cuore tutti: i bambini che non possono frequentare la scuola e gli amici, i padri e le madri impegnati nel lavoro e coloro che non possono lavorare.

Ha nel cuore gli ammalati e anche coloro che hanno perso qualche familiare. Il suo pensiero è diretto anche alle persone sole e agli anziani, da lui sempre prediletti.

Il Papa ricorda la generosità dell'impegno degli operatori sanitari

Un impegno che Papa Francesco non dimentica è quello di coloro che sono in primissima linea, gli operatori sanitari, quelli che sono a diretto contatto con il male, che lo combattono con tutti i mezzi a disposizione. Li ha chiamati eroi, eroi della quotidianità.

Un altro pensiero lo ha rivolto a coloro che sono in carcere che sono tra i più esposti al contagio. In merito ha citato anche i senza fissa dimora, un'altra categoria a rischio perché non hanno una casa dove rifugiarsi in questo tempo.

Un messaggio di tenerezza rivolto a tutti coloro che soffrono a causa dell'attuale emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio il mondo.

Papa Francesco come il 'papa buono'

Papa Bergoglio, consapevole del momento difficile, ha voluto far sentire la sua vicinanza e il suo affetto. Infatti, da quando l'Italia è stata blindata, oltre alla messa del mattino, ha indetto delle giornate di preghiera particolare per invocare l'aiuto divino per la fine dell'epidemia.

Essendo la vigilia della Settimana Santa, il pontefice ha invitato tutti ad essere generosi con il prossimo ed aiutare chi ha bisogno, anche magari attraverso una telefonata, una videochiamata, un messaggio whatsapp o altri mezzi: la creatività dell'amore può creare qualcosa di bello. Il Papa ha poi affermato la necessità di vivere con fede questo periodo di inizio della Pasqua con gioia e speranza, chiedendo al Signore la grazia di liberare tutti dal male.

Infine ha ricordato un famoso episodio della storia della Chiesa: l'11 ottobre del 1962 il 'papa buono', Giovanni XXIII si era affacciato dalla finestra della Loggia apostolica della Basilica di San Pietro per chiedere alle persone, che si erano riunite per la fiaccolata serale dell'apertura del Concilio Vaticano II, di portare la carezza del papa ai bambini.

Papa Francesco non ha voluto essere da meno: "Fate un gesto di tenerezza verso chi soffre, verso i bambini, verso gli anziani".

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