Il direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli è intervenuto il 22 maggio nella trasmissione serale 'Otto e Mezzo' su La7.

Il professore, rispondendo a Lilli Gruber, ha parlato in merito all'attuale Fase 2 della gestione del Coronavirus: "Se questo fine settimana sarà di pazzia giovanilista assoluta, con i ragazzi che pensano di fare qualsiasi cosa come prima, allora ahimé l'ansia per ciò che potrebbe accadere fra 7-10 giorni è legittimata".

Secondo Galli non bisogna abbassare la guardia

"Penso che non sia incoraggiante dire alla gente che le cose non vadano bene - ha affermato il professore - Bisognerebbe far capire che le cose possano andare bene se ci si comporta in modo giusto".

Massimo Galli crede che non si possa parlare di un virus "rabbonito" e ricorda che stiamo ragionando di una malattia in cui l'85% dei colpiti non sono ricoverati in strutture ospedaliere, non solo perché non ci siano posti liberi, bensì in quanto "nella maggior parte dei casi non hanno sintomi tali da necessitare di un'ospedalizzazione. Ora se ragioniamo sul 100% dei pazienti che comunque si fanno l'infezione, parecchi dei quali saranno anche del tutto asintomatici, come facciamo a parlare di un virus che si è rabbonito o non rabbonito? Questa è la coda della prima grande epidemia".

"È abbastanza normale che le persone ricoverate in ospedale siano meno gravi dal punto di vista del quadro generale di quello che è stato il centro dell'epidemia - ha spiegato Massimo Galli - Inoltre c'è da considerare il fatto che questi sono stati ricoverati prima e vengono curati meglio, perché nel frattempo abbiamo imparato a gestire l'epidemia".

Ma il professore ha anche ricordato che il coronavirus resta ancora una malattia "orfana di terapie efficaci".

'Non ci sono segni apparenti di una ripresa dell'epidemia'

Il peggio è passato secondo Galli: "Ci sono state una serie di cose che ci hanno consentito di far superare la fase peggiore e alcune delle persone che si son trovate veramente prossime ad andare all'altro mondo sono riuscite a sopravvivere al virus per poi eliminarlo; questo è capitato e sta capitando sempre di più".

Le cose dunque, al momento stanno andando bene secondo Galli: "Non ci sono segni apparenti di una ripresa dell'epidemia", ma bisogna aspettare per effettuare una valutazione concreta. "Ci vogliono almeno ancora 10 o 15 giorni. Questo intervallo di tempo è giustificato anche dal fatto che nel frattempo cambiano le cose e cambiano anche i gradi di apertura e l'intensificazione rischi.

Mi auguro che vada tutto bene".

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