Ad Arezzo un gatto affetto da Lyssavirus, un virus raro tipico dei pipistrelli, ha morso la padrona ed è morto. Si sospettava che l'animale fosse affetto da rabbia e per questo l'Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana ha inviato dei campioni del suo cervello al Centro nazionale per la Rabbia delle Venezie. Qui la scoperta: il virus isolato apparteneva a una specie zoonotica ed è presente soprattutto nei pipistrelli, ma è diverso da quello della rabbia. Si tratta di una vicenda estremamente rara, per la quale le autorità sanitarie sono immediatamente corse ai ripari.

Le dichiarazioni del ministero della Salute

"Basandoci sulle esperienze maturate su casi analoghi in altri Stati per virus simili - hanno spiegato dal Ministero che si sta occupando del caso - raramente il Lyssavirus riesce a diffondersi da una specie all'altra e ad oggi non si evincono casi di trasmissione da animale ad uomo". Infatti, prima di questo episodio, il virus era stato riscontrato soltanto una volta nel mondo, ovvero 18 anni fa all'interno di un pipistrello del Caucaso e da allora non era stata mai confermata la possibilità che questo virus infettasse animali domestici o esseri umani. Per quanto concerne la rabbia, invece, il virus solitamente può essere trasmesso da animali carnivori o domestici, com'è accaduto tra il 2008 e il 2011 nel nostro Paese, a causa di una volpe rossa.

Dal 2013 in poi, l'Italia è risultata indenne al virus della rabbia.

La situazione è sotto stretto monitoraggio

"Ci aggiorniamo costantemente con il Ministero per controllare il tutto - ha asserito l'assessore alla Salute della regione Toscana Stefania Saccardi - Ciò dimostra che il nostro sistema sta funzionando bene: siamo riusciti a rilevare il virus nell'immediato, mettendo in atto le dovute misure sanitarie".

In effetti per precauzione tutti i soggetti che sono venuti a contatto con il gatto infetto sono adesso in profilassi post-esposizione. In particolare, l'Autorità Sanitaria della Toscana sud est di Arezzo ha preso in carico quattro individui: tre parenti della proprietaria del gatto e un veterinario.

Essi si sono sottoposti alla prassi con specifiche immunoglobuline e a tutti loro è stato iniettato un vaccino. Le quattro persone in questione saranno controllate nuovamente nei prossimi giorni, anche se per adesso non avvertono alcun sintomo particolare. L'Asl ha anche inoltrato un comunicato al comune di Arezzo nel quale risiede la padrona del felino, affinché vengano messe in atto delle misure sanitarie a carattere territoriale.

Inoltre è stato costituito all'interno del Ministero della Salute, di concerto con la Toscana, un apposito comitato tecnico scientifico che si è riunito oggi.

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