17.380 euro in contanti. Questo il bottino recuperato la scorsa mattina dai carabinieri di Lanusei all’interno di un borsone. Il denaro sarebbe il frutto della rapina messa a segno a Bari Sardo lo scorso 28 febbraio, intorno alle nove e mezza del mattino. La vittima, una donna, stava per entrare all’interno dell’agenzia del Banco di Sardegna del paesino in provincia di Nuoro in via Mare per effettuare un versamento, quando è stata rapinata da due persone. I malviventi, secondo quanto ricostruito allora dai carabinieri, a bordo di una moto da cross si erano avvicinati alla vittima. In una frazione di secondo il passeggero del mezzo aveva strappato la borsetta alla donna, trascinandola a terra per alcuni metri.

I malviventi poi, dopo il colpo, si erano allontanati in tutta fretta sparando in aria due colpi di pistola. Arma anche questa ritrovata la scorsa mattina con ben cinque cartucce nel tamburo. Tre inesplose e due sì: probabilmente i colpi d’arma da fuoco esplosi durante la rapina.

Indagini in corso

Il ritrovamento dell’arma da fuoco da parte dei carabinieri, una Smith&Wesson calibro 38, ha aggiunto un importante tassello alle indagini effettuate dagli investigatori dell’arma. Dopo la rapina infatti la vittima aveva raccontato che i malviventi durante la fuga avevano esploso in aria due colpi di pistola, due proiettili che corrispondono appunto a quelli trovati all’interno del tamburo della pistola.

L’arma da fuoco è stata immediatamente analizzata dai Ris, il reparto di investigazioni scientifiche dei carabinieri. Almeno per ora, però, non è stato possibile risalire al proprietario dell’arma e nemmeno capire se si tratti di una pistola rubata. L’arma da fuoco non è infatti censita e quindi non è rintracciabile.

Per questo motivo gli specialisti dei Ris dovranno effettuare analisi approfondite per cercare magari di trovare qualche impronta che possa dare una mano alle indagini.

Moto rubata e abbandonata

I carabinieri di Lanusei hanno chiuso il cerchio sulla rapina andata in scena lo scorso febbraio. Secondo quanto ricostruito dai militari, infatti, dopo la rapina i malviventi, per evitare i posti di blocco subito effettuati dalle forze dell’ordine, avevano volontariamente abbandonato tutto ciò che avevano utilizzato durante la rapina.

E grazie anche all’aiuto di un elicottero del nucleo dei carabinieri di Elmas è stato possibile recuperare il mezzo utilizzato durante la rapina: un motociclo Yamaha rubato a Lotzorai nel novembre del 2019. In quell’occasione, a poca distanza dalla moto, nascosti nella fitta boscaglia, erano stati effettuati altri ritrovamenti: un giubbotto nero, un passamontagna scuro, un casco da motociclista e una felpa sempre nera, con alcune strisce colorate di grigio e blu. Materiale che, secondo le indagini effettuate dagli investigatori dell’arma, era stato utilizzato per effettuare la rapina.

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