Riccardo ha perso la vita a dieci anni per un incidente avvenuto durante un esperimento di scienze nella sua casa a Collegno. Il bambino è rimasto ustionato la sera del 27 maggio scorso e da allora ha combattuto la sua battaglia in terapia intensiva a Torino. La procura ha indagato sul ruolo della scuola e ha appurato che l'istituto Don Milani non ha avuto alcuna responsabilità.

Ustionato a dieci anni per un esperimento di scienze: muore dopo un mese

Il piccolo Riccardo Celoria non ce l'ha fatta. Dopo aver combattuto per oltre un mese, il suo cuore si è spento oggi, 3 luglio, all'ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino dove era stato ricoverato in terapia intensiva per un incidente durante un esperimento di scienze.

L'avvenimento risale al 27 maggio, quando il bambino stava effettuando in casa un esperimento di chimica chiamato "Serpente del faraone". Il lavoro consisteva nella creazione di una serpentina fatta di bicarbonato, sabbia, zucchero e alcol; Riccardo era assistito dalla madre. Il padre del bambino, residente nelle Marche, si è precipitato a Torino appena ha appreso la notizia, e ha affermato che quell'esperimento era stato eseguito altre volte dal bambino con sua madre.

Quando è partita la fiamma che ha avvolto il bambino la donna ha subito soccorso il figlio. Dalla sua abitazione di Collegno, il piccolo era stato trasportato urgentemente in rianimazione con il 60% del corpo ustionato. Da quel giorno, il bambino non è più uscito dal reparto e ha subito diverse operazioni, ma purtroppo tutti gli sforzi dei medici non sono serviti ad evitarne il decesso.

La scuola non aveva assegnato il compito: il sindaco ha proclamato lutto cittadino

La procura ha aperto un fascicolo per chiarire le eventuali responsabilità sulla vicenda ed ha appurato che la scuola frequentata da Riccardo, l'istituto Don Milani, non ha avuto alcuna responsabilità a riguardo: il compito non era stato assegnato dai docenti.

Il sindaco di Collegno, Francesco Casciano, ha dichiarato il lutto cittadino per il giorno delle esequie. Tutta la comunità è sconvolta per quanto accaduto e si è stretta attorno al dolore della famiglia. Il primo cittadino ha chiesto rispetto per questa grande tragedia: "Ora ci vuole il silenzio e l'abbraccio ai genitori".

Casciano ha anche evidenziato i numerosi pericoli che possono nascondersi nel web: "Riccardo ci ha insegnato che non bisogna seguire cattivi consigli". Anche il padre di Riccardo aveva denunciato la pericolosità di alcuni tutorial facilmente reperibili su internet: "Come può essere facile un esperimento fatto con alcol e fuoco?", aveva dichiarato l'uomo al quotidiano La Repubblica, quando il bambino era ricoverato in gravi condizioni.

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