La magistratura di Teramo ha scoperto che la donna di 38 anni di Tossicia aveva dichiarato il falso, quando aveva denunciato di essere stata vittima di una violenza nel bosco del piccolo paese. La storia, come riportata la testata giornalistica Emmelle.it, sarebbe stata inventata per mettere in cattiva luce alcuni parenti in contrasto per questioni patrimoniali.

Inventa di essere stata rapita e abusata nel bosco: indagata

Durante lo scorso dicembre, nella piccola comunità di Tossicia, una casalinga di 38 anni aveva denunciato una violenza in seguito a un presunto sequestro da parte di sconosciuti.

Secondo quanto aveva riportato la donna agli inquirenti, sarebbe uscita di casa per buttare la spazzatura, quando due uomini l'avrebbero rapita e condotta nel bosco. In questo luogo, dal suo racconto, la casalinga sarebbe stata vittima di violenza. Adesso, però, la donna è finita nel registro degli indagati.

Sequestro e violenza a Tossicia, ma è solo un'invenzione

La storia del sequestro e della violenza da Tossicia è stata analizzata dai carabinieri di Teramo che hanno rilevato diverse incongruenze nella deposizione della 38enne. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza lungo il tragitto che i sequestratori avrebbero percorso insieme alla donna, testimoniano che non ci sono macchine sospette.

Inoltre la donna aveva chiamato i carabinieri dal bosco, raccontando di essere stata lasciata lì dai sequestratori che si erano dati alla fuga per uno squillo sul telefono. Sui documenti, però, non c'è traccia di quella fuga dei presunti malviventi per allontanarsi dai boschi. La donna, adesso, è indagata per simulazione di reato e procurato allarme.

Con lei, è indagato anche il carabiniere della forestale che aveva affermato di aver trovato la donna seminuda e legata con un nastro adesivo. Per l'uomo, il pubblico ministero Enrica Medori ha chiesto il rinvio a giudizio per atti coperti dal segreto. In attesa di chiarire la vicenda giudiziaria, il carabiniere è stato sospeso dal servizio.

Con la 38enne è indagato anche il carabiniere che l'aveva trovata

Secondo quanto rilevato dagli inquirenti, l'ipotesi più accreditata sarebbe quella di una vendetta familiare. La donna avrebbe inventato l'episodio di violenza con l'intento di far ricadere la responsabilità su un uomo di una famiglia con cui c'erano in sospeso vicende patrimoniali. A dicembre di un anno fa, il grave fatto poi rivelatosi falso, aveva scandalizzato la piccola comunità di Tossicia in cui gli abitanti si conoscono tutti tra loro. Adesso si attendono aggiornamenti per comprendere la dinamica della vicenda e il motivo che avrebbe spinto la casalinga a dichiarare il falso.

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