I carabinieri della compagnia di Foggia hanno arrestato un 36enne originario del Mali con l'accusa di lesioni aggravate. Nella fattispecie l'uomo, nella mattinata dell'8 settembre, ha aggredito una donna che attendeva il suo turno presso gli uffici della Cgil situati in via della Repubblica, sempre nel capoluogo di provincia dauno. La donna doveva consegnare alcuni documenti, quando ha notato il 36enne che non indossava correttamente la mascherina, pertanto ha chiesto all'uomo di posizionare bene sul volto il dispositivo di protezione individuale. L'autore del misfatto a quel punto ha reagito violentemente, prendendo a pugni la donna sotto gli occhi esterrefatti dei presenti.

L'uomo portato via dai carabinieri e insultato dalla folla

Sul luogo del fatto di cronaca sono intervenuti subito i militari dell'Arma, che hanno proceduto a bloccare ed identificare il 36enne. La donna, che ha 51 anni, è stata soccorsa da un'ambulanza del 118 fatta arrivare appositamente presso la Cgil. I sanitari hanno riscontrato la frattura del setto nasale e un trauma cranico e per questo la vittima dell'aggressione avrà una prognosi di 30 giorni. Mentre il 36enne veniva accompagnato dai carabinieri nella volante, la gente lo ha insultato per il gesto compiuto. Le forze dell'ordine sono intervenute sul posto grazie alla testimonianza di una lavoratrice, anch'essa di origini straniere: grazie alla dipendente è stato possibile ricostruire la dinamica dell'aggressione e riconoscere il colpevole.

La Cgil: 'Nessun gesto di sopraffazione sarà mai tollerato'

Sulla vicenda sono intervenuti anche Maurizio Carmeno, segretario della camera del Lavoro di Foggia e Pino Gesmundo, segretario di Cgil Puglia. I due precisano che all'interno dei loro uffici devono essere rispettate tutte le misure di sicurezze e di prevenzione atte a contrastare la diffusione del coronavirus per proteggere gli utenti e gli stessi lavoratori.

"Negli orari di ricevimento è presente una guardia giurata" - così precisano Carmeno e Gesmundo sulla pagine di Foggia Today. I due segretari informano che nessun gesto di sopraffazione e violenza sarà mai tollerato all'interno dei loro uffici, dove ogni giorno si recano lavoratori sia italiani sia stranieri per richiedere servizi da parte del sindacato.

La notizia di quanto accaduto nella Cgil si è sparsa in breve tempo nel capoluogo di provincia.

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