l'Iran starebbe preparando da tempo un piano per assassinare Lana Marks, ambasciatrice americana in Sudafrica molto vicina al presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump. Questo è quanto rivela il sito americano di informazione Politico. Il portale ha pubblicato la testimonianza di due funzionari americani che avrebbero preferito restare nell'anonimato.

Il ministro degli Esteri degli Stati Uniti, Mike Pompeo, ha precisato che ha preso seriamente in considerazione queste indiscrezioni: "Sappiamo che la Repubblica islamica dell'Iran è il primo stato al mondo a sostenere il terrorismo - ha detto - Attaccare un americano, ovunque sia, chiunque sia e in qualsiasi momento, che sia un diplomatico, un ambasciatore o un soldato, è del tutto inaccettabile".

Pompeo ha inoltre ricordato che gli iraniani hanno già compiuto delitti di questo tipo in Europa.

Il segretario di stato Usa ha concluso dicendo che verrà fatto tutto il possibile per proteggere i funzionari del Dipartimento di Stato americano. L'intelligence americana, dopo aver approfondito tutte le informazioni del caso, ha provveduto ad avvisare l'ambasciatrice statunitense in Sudafrica.

Trump: 'Qualsiasi attacco dell'Iran contro gli Stati Uniti avrà una risposta di mille volte più forte'

La replica di Donald Trump è arrivata su Twitter. Il presidente degli Stati Uniti d'America ha messo in guardia il governo di Teheran, scrivendo che qualsiasi attacco contro gli States sarebbe seguito da una risposta "che sarà di potenza mille volte maggiore".

L'Iran a sua volta ha ribattuto smentendo la veridicità delle informazioni in possesso dell'intelligence americana, e chiarendo che non esiste alcun piano per assassinare l'ambasciatrice Lana Marks.

L'Iran vorrebbe vendicare l'uccisione di Soleimani

Sempre secondo Politico, l'Iran starebbe organizzando il delitto della diplomatica statunitense come rappresaglia per l'assassinio del generale Qasem Soleimani.

Questi ha perso la vita lo scorso gennaio in seguito ad un attacco mirato all'aeroporto internazionale di Baghdad, effettuato con un drone americano. È stata la risposta del presidente Trump all'assalto all'ambasciata statunitense di Baghdad del 31 dicembre 2019.

Teheran starebbe dunque cercando di vendicare la morte del generale Soleimani e, secondo i servizi segreti degli States, dopo il raid di gennaio alla base missilistica in Iraq che ferì diversi militari statunitensi, sarebbe in procinto di preparare un altro attacco.

Ovviamente, se ciò dovesse realmente verificarsi, non farebbe altro che accentuare ulteriormente il clima di tensione esistente tra Usa e Iran.

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