Sono 184 gli impiegati dello stabilimento agroalimentare Aia, nella provincia di Treviso che risultano positivi al Coronavirus. Il totale dei dipendenti dell’azienda alimentare è di 675 persone e sono stati effettuati 560 test in totale: i lavoratori mancanti sono assenti principalmente perché risultano in ferie. Oltre ai 184 impiegati in azienda anche 38 familiari sono risultati positivi alla Covid-19. Tra i positivi, sono 2 i sintomatici, gli altri non presentano alcun sintomo.

L’infezione è scoppiata circa dieci giorni fa, ma al momento non è chiaro se il virus sia stato portato da una persona esterna allo stabilimento o se esista un “lavoratore zero” da cui è partito il focolaio.

Esito del vertice indetto dalla prefettura di Treviso

La prefettura di Treviso ha convocato un vertice tenutosi nel pomeriggio con le organizzazioni sindacali e le autorità sanitarie e municipali. Lo scopo della riunione era stabilire le misure per affrontare nel modo più adeguato la gestione di questo focolaio di Covid-19.

Le decisioni assunte dal vertice, dopo un’attenta analisi, risultano: la riduzione della produzione dello stabilimento alimentare del 50%, l’adeguato distanziamento tra le postazioni lavorative e la diminuzione del numero di lavoratori per turno. In una nota della Prefettura di Treviso, al termine del vertice, si legge: “A conclusione di un ampio dibattito si è convenuto sulla circostanza che, allo stato attuale, non sussistano i presupposti per imporre, da parte dell’autorità sanitaria, la chiusura dello stabilimento.”

È stata stabilita quindi la prosecuzione della produzione, contro la chiusura dello stabilimento che era una delle ipotesi ventilate, avanzata principalmente dalla Cgil.

L’interruzione dell’attività di macellazione comporterebbe notevoli conseguenze: l’abbattimento di circa 1,5 milioni di capi di pollame con ripercussioni non semplici in ambito igienico sanitario.

Tamponi con cadenza settimanale al personale dell’azienda

Francesco Benazzi, direttore generale dell’azienda sanitaria Ulss 2, ha assicurato che si continuerà ad effettuare tamponi su tutto il personale ogni settimana e che, già dalla prossima, saranno utilizzati i tamponi rapidi con risposta immediata, validati di recente dall’Istituto Superiore della Sanità.

Ha sottolineato, inoltre, l’importanza sia del distanziamento sociale in azienda sia della frequente igiene delle mani, imprescindibili atti di contenimento del contagio.

L'azienda alimentare ha dichiarato che tutti i protocolli di prevenzione e di igiene individuale sono sempre stati messi in atto. La Spisal, Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro, in seguito ad un sopralluogo ha confermato la dichiarazione dell’azienda.

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