Matteo Bassetti torna a parlare di coronavirus. Lo fa ai microfoni di La 7 e della trasmissione de L'aria che tira. L'infettivologo del San Martino di Genova, interloquendo con la conduttrice Myrta Merlino, ha spiegato quello che secondo lui sta accadendo. Lo scenario è naturalmente quello descritto da bollettini che ogni giorno fanno segnare numeri corposi in fatto di nuovi contagiati. Il medico ligure ci tiene però a precisare che la sua posizione resta lontana dagli allarmismi che provengono da altre fonti. Sottolinea come ogni giorni si confronti dal vivo con la situazione dei malati grazie al suo ruolo di sanitario impegnato in trincea e mette in evidenza come certi concetti catastrofisti non andrebbero espressi.

A L'aria che tira si torna a parlare di coronavirus

Matteo Bassetti, pur essendo un infettivologo e dunque a stretto contatto con i pazienti, è stato persino accusato di negazionismo. Un dito puntato inopportuno, a suo avviso, per chi come lui dagli albori della pandemia da Coronavirus ne cura i malati. Il medico anche adesso non cambia la sua posizione. "Dire - evidenzia - che andrà tutto male è molto più semplice. Anche io mi sarei potuto schierare da questa parte. Chiudiamo tutto e finiamo tutto". Sono tanti i colleghi e opinionisti che ad oggi non nascondono preoccupazione per quello che potrà accadere da qui alle prossime settimane. "Certo cose - dice Bassetti - non andrebbero dette. Io faccio il medico tutti i giorni, forse più di molti altri".

Bassetti racconta la situazione del suo reparto

Nei giorni scorsi sono arrivate le restrizioni per la movida dei giovani. "Il reparto - spiega Bassetti - è pieno di gente che ha una età media di 75 anni. Bisogna dire le cose come stanno. Non possiamo dire che i contagiati sono giovani e finiscono intubati come prima.

Non è vero, non è così". "Venite - incalza - a farvi un giro nel mio reparto e vi invito a vedere l'età media dei contagiati". "Avendo- prosegue - 5000 persone ogni giorno col tampone positivo, oggi sono 85.000 con la malattia attiva, è fisiologico che qualcuno finisca in ospedale".

Bassetti svela il paradosso della possibile programmazione sbagliata

Matteo Bassetti ha ben chiaro il modo in cui sta evolvendo la situazione in fatto di contagi. Il sospetto è che, però, ci si sia preparati al peggio, forse troppo. E la spiega cn un paradosso. "La situazione - spiega - è molto diverso rispetto a quella di un mese fa. C'è un aumento dei ricoveri. Oggi ci rendiamo conto che forse abbiamo sbagliato la programmazione. Abbiamo programmato ricoveri in terapia intensiva, pensando che sarebbero arrivati di nuovo malati gravissimi come arrivavano a marzo ed aprile. Abbiamo bisogno di posti di media complessità".

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