"Il vaccino da solo non può bastare per fermare la pandemia". Queste sono le parole pronunciate dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante la conferenza stampa seguita a margine della riunione del consiglio esecutivo dell'Oms. Il direttore ha spiegato che il vaccino completerà gli altri strumenti che le autorità sanitarie hanno già messo in campo per contrastare la diffusione del virus Sars-CoV-2, per cui anche nei prossimi mesi bisognerà continuare a testare e tracciare le persone, che dovranno continuare a essere curate secondo i protocolli stabiliti.

Ghebreyesus ha presenziato alla riunione dopo la fine della sua quarantena.

Oms preoccupata dall'aumento dei casi di Covid-19

L'Oms si dice molto preoccupata per quello che sta accadendo nel mondo, soprattutto in queste ultime settimane, in quanto le infezioni provocate dalla Covid-19 sono in aumento, anche in Europa. Durante questa seconda ondata a preoccupare l'agenzia Onu è soprattutto la tenuta dei sistemi sanitari, che sarebbero stati spinti fino al "punto di rottura". Nonostante tutto anche l'Organizzazione mondiale della Sanità si dice soddisfatta per i risultati incoraggianti che stanno arrivando dalle sperimentazioni sui vaccini anti Covid. Questo però non deve autorizzare le persone ad abbassare la guardia, così ammonisce l'Organizzazione.

"Rimaniamo cautamente ottimisti sul potenziale che nuovi strumenti comincino ad arrivare nei prossimi mesi" - così ha dichiarato Ghebreyesus durante la conferenza stampa, ricordando che inizialmente le dosi dei vaccini saranno limitate, per cui bisognerà ancora aspettare diverso tempo perché la cura sia disponibile per tutti.

Avranno la priorità, infatti, anziani e persone a rischio.

Oms: 'Prematuro ridurre le misure'

Dall'ente con sede a Ginevra arriva anche un monito per i governi nazionali, che dovranno adottare ancora severe restrizioni per contenere il contagio, in quanto il virus, anche se a breve dovesse arrivare il vaccino, continuerà ad agire.

"È prematuro che i governi pensino di ridurre le misure" - così ha detto Ghebreyesus. Secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University i contagiati nel mondo da inizio pandemia sono 55.074.994 mentre i decessi 1.328.068. La nazione più colpita continuano a essere gli Stati Uniti d'America, che da inizio emergenza sanitaria hanno fatto già registrare 11.205.485 contagiati. La situazione epidemiologica a livello globale continua a essere monitorata dalle autorità sanitarie e dalla stessa Organizzazione mondiale della Sanità.

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