Fabrizio Pregliasco, nei giorni scorsi, è stato riconosciuto da Reputation Science come il più coerente tra gli esperti scientifici che, in questi mesi, sono stati interessati da una grande esposizione mediatica. Merito forse di toni sempre sobri, privi di picchi umorali da ottimismo o pessimismo, con una costante ricerca del dribbling sulle polemiche. E in un'intervista al Corriere della Sera ha mantenuto fede alla sua fama. A pochi giorni da un Natale che ci si augura resti unico per tante anomalie, si è espresso sulla situazione epidemiologica, ma anche sull'ipotesi di una terza ondata ed anche su come il vaccino, una volta arrivato, potrà essere somministrato.

Da una parte ha segnalato come negli ultimi tempi si stia assistendo ad un aumento di persone non anziane che, in questo momento, stanno finendo in terapia intensiva. Dall'altra ha posto l'accento sul fatto che l'arrivo del vaccino potrà essere uno dei fattori che fa guardare con ottimismo all'ipotesi di una terza ondata. Proprio su quest'ultimo tempo ha spiegato come, a suo avviso, prima di predisporre un piano di distribuzione sarà necessario valutarne l'efficacia ai fini dell'ottenimento della così detta "immunità sterilizzante".

Il virologo dell'Università di Milano, nonché direttore dell'Ircs Galeazzi, ha inoltre segnalato come in questa fase si potrebbe aprire all'idea di consentire gli spostamenti tra comuni nelle feste, vietate dal nuovo Dpcm, ma ha anche specificato che in questa fase molte misure sono necessarie e le esigenze dei singoli vanno considerate come sacrificabili.

Nuovo Dpcm, Pregliasco favorevole allo spostamento tra comuni

L'Italia è un paese fatto soprattutto di piccoli comuni dove in genere vivono molti anziani. Nasce anche da questo il dibattito legato alla presunta, da parte di qualcuno, poca opportunità di vietare gli spostamenti oltre i confini comunali a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Pregliasco sarebbe anche favorevole alla caduta di questa limitazione, a patto che un'eventuale piccola apertura non la si faccia corrispondere all'interpretazione che si tratti di una porta spalancata.

"Alcune misure - precisa - contenute del Dpcm possono essere considerate ampollose o eccessive, d'altra parte ora che consociamo molto meglio il virus sappiamo che sono necessarie. Le esigenze dei singoli sono sacrificabili".

Coronavirus, Pregliasco descrive la situazione che coinvolge non solo gli anziani

Il quadro epidemiologico impressiona per il numero di vittime quotidiane.

Unico dato negativo a fronte di un aumento dei contagi che, nelle ultime settimane, racconta di un rallentamento della crescita della curva. "Le morti di oggi - spiega il virologo - sono la conseguenza dei contagi avvenuti a ottobre ed inizio novembre".

Di fronte alle innumerevoli vittime c'è una tendenza a trovare rassicurazioni nel fatto che molte di loro sono persone anziane e con un quadro clinico complesso per altre ragioni. Al di là dell'opportunità umana di far leva su un pensiero del genere, seppur inconscio, le precisazioni di Pregliasco invitano tutti a non dormire sonni tranquilli se si abbassa la guardia.

"Il virus - spiega - è sempre più trasversale: oltre agli anziani c'è un numero crescente di 50 e 60enni in rianimazione. Quello che fa ben sperare è che molti più pazienti vengono dimessi dalle terapie intensive.

Ed entro il 20 dicembre i decessi dovrebbero calare calare sensibilmente".

Vaccino Covid, Pregliasco contro gli annunci e spiega le ipotesi di distribuzione

Niente allarmismi, dunque, ma necessità di prendere contezza dei rischi. Il messaggio si può dire che sia in pieno stile Pregliasco.

Il virologo non sembra apprezzare i continui annunci delle case farmaceutiche sui vaccini. Il continuo rincorrersi di dichiarazioni a effetto secondo il medico rischiano di aumentare eventuali sensazioni di diffidenza da parte della popolazione.

Le dosi si spera dovrebbero arrivare presto in Italia, questo vorrebbe dire che ormai tutti i test sono stati superati e tutti gli enti preposti hanno validato efficacia e sicurezza dei o del vaccino. Considerato che inizialmente le unità a disposizione non potrebbero essere tali da soddisfare tutta la richiesta e soprattutto occorrerà del tempo per distribuire il vaccino, c'è da capire chi dovranno essere i primi a riceverlo.

Secondo Pregliasco bisogna valutare l'aspetto relativo all'immunità sterilizzante o meno. "Se una somministrazione - specifica - evita cioè di ammalarsi e anche di essere contagiosi allora potrebbe avere un senso vaccinare chi ha una vita sociale intensa, come i giovani. Viceversa si dovrà cominciare dai più fragili".

Il rischio di una terza ondata come fu per la Spagnola esiste. Tuttavia il virologo specifica che, stavolta, ci sono fattori che giocano a favore dell'attività di contrasto. Il riferimento va al fatto che già nella prima parte del prossimo anno si potrà confidare nell'azione della popolazione sul vaccino e questo sarebbe un deterrente nuovo, da giocare come carta vincente nella partita contro il virus. Allo stesso modo resta l'ipotesi di tornare a mettere in atto dei lockdown che hanno dimostrato la loro efficacia nella strategia di contenimento del virus.

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