Un calvario durato diverse settimane: l’ex difensore di Inter, Bologna e Napoli Mauro Bellugi, 70 anni, lo scorso 4 novembre è stato ricoverato presso l’ospedale Niguarda di Milano con i sintomi della Covid-19. Purtroppo con il passare dei giorni la situazione clinica si è aggravata a causa delle patologie pregresse che da tempo interessavano i suoi arti inferiori: così i medici sono stati costretti ad amputargli entrambe le gambe. La moglie Lory ha raccontato di come l’ex calciatore abbia affrontato l’operazione con la solita tempra, dicendosi sicura che il suo Mauro saprà venirne fuori ancora una volta.

La donna ha spiegato che il virus ha contribuito a peggiorare una situazione già complicata, provocandogli delle ischemie e rendendo l’amputazione l’unica soluzione possibile. Eppure Bellugi sembra aver affrontato i problemi di salute con il giusto spirito, tanto da cercare su internet, già pochi giorni dopo l’operazione, delle protesi simili a quelle utilizzate dal campione paraolimpico Oscar Pistorius.

La carriera calcistica di Mauro Bellugi in Serie A

Mauro Bellugi può vantare una lunga carriera in Serie A, con 227 presenze, senza aver mai segnato nessun gol in campionato. È sempre stato considerato uno stopper moderno, dotato di un’ottima tecnica che gli permetteva di tenere il pallone incollato ai suoi piedi. Cresciuto nelle giovanili nerazzurre, insieme a gente come Bordon e Oriali, ha debuttato in prima squadra nel 1969, arrivando a conquistare, appena 20enne, lo scudetto del 1970-71.

Nel 1974 ha lasciato l’Inter per il Bologna, dove ha giocato fino al 1979, diventando un punto di riferimento nella difesa degli emiliani, con una brutta parentesi nella stagione 1976-77, quando per un grave infortunio ha disputato soltanto due gare. Bellugi ha vestito anche i colori del Napoli per una stagione, nel 1979-80, per poi passare alla Pistoiese, dove ha terminato la carriera, anche a causa dei suoi problemi alle gambe.

Le presenze in Nazionale di Bellugi e l’unico gol contro il Borussia Moenchengladbach

Tra il 1972 e il 1980 Mauro Bellugi vanta 32 presenze in Nazionale, che gli hanno permesso di disputare i Mondiali del 1974 in Germania Ovest, in cui l’Italia fu eliminata al primo turno, e quelli del 1978 in Argentina, dove gli azzurri arrivarono quarti, con una compagine giudicata da alcuni esperti perfino superiore a quella che vinse la Coppa del Mondo in Spagna quattro anni dopo.

Bellugi, che vantava un ottimo rapporto col ct Enzo Bearzot, era uno dei pochi giocatori di quel gruppo a non essere della Juventus o del Torino. Tuttavia, a livello internazionale, lo stopper va fiero soprattutto dell’unico suo gol, realizzato in un match di Coppa dei Campioni, il 3 novembre 1971, contro i tedeschi del Borussia Moenchengladbach nella gara vinta dall’Inter per 4-2. “Mi hanno tolto anche la gamba con cui ho segnato al Borussia” ha ripetuto l’ex stopper in questi giorni, ricordando con una vena di malinconica ironia quel suo tiro nell’angolo alto della porta, proprio nel punto in cui l’estremo difensore avversario non può mai arrivare.

Dopo il ritiro, per Bellugi inizia una fortunata carriera come opinionista televisivo

Del resto le qualità umane, che ha sempre dimostrato dentro e fuori dal campo, hanno permesso a Bellugi di diventare un apprezzato opinionista televisivo, una volta appesi gli scarpini al chiodo.

Negli ultimi anni è stato spesso ospite nei programmi sportivi dell’emittente 7 Gold, all’interno dei quali ha commentato le partite e tutti gli altri avvenimenti del mondo del calcio con lucidità, pacatezza e senza mai dimenticare una dose di quella sana ironia, che non ha scordato nemmeno nelle ultime settimane, quando ha dovuto affrontare le drammatiche conseguenze del Coronavirus.

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