Secondo la ricostruzione del gip del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, Elona Kalesha avrebbe attirato in una trappola i suoi ex suoceri, Shpetim e Teuta Pasho, per ucciderli barbaramente. La 36enne albanese, stando a quanto si legge nell'ordinanza di convalida del fermo, avrebbe tuttora dei complici di 'notevole spessore criminale' e, essendo pericolosa, deve rimanere in carcere.

La 36enne ha attirato gli ex suoceri in una trappola

Elona Kalesha si trova in carcere, a Sollicciano, alle porte di Firenze, con l'accusa di duplice omicidio, occultamento e vilipendio di cadaveri. Secondo gli inquirenti che stanno seguendo il caso di Cronaca Nera è stata lei, nel novembre 2015, a uccidere i genitori del suo ex fidanzato Taulant, attualmente detenuto in una casa circondariale svizzera.

L'uomo, al momento, non risulta indagato.

Stando a quanto ricostruito nell'ordinanza firmata dal Gip Pezzutti, la giovane avrebbe attratto, con una scusa, i coniugi Pasho nella sua abitazione di via Felice Fontana (nel quartiere di San Jacopino, a due passi dal centro storico di Firenze). Dopo averli ospitati a dormire, però, li avrebbe aggrediti e avrebbe ucciso Pasho con una coltellata alla cervice (inferta probabilmente con una lama lunga 7-8 centimetri) e avrebbe picchiato e strangolato la moglie Tauta.

Inoltre Elona, dopo il delitto, avrebbe indotto Vitore Pasho, una delle figlie degli scomparsi, a mentire sull'appartamento di via Fontana facendole dichiarare che i genitori, l'ultima volta che li aveva visti, erano rimasti a casa sua per la notte.

Elona potrebbe uccidere ancora

Gli inquirenti ancora non sono riusciti a definire il movente dell'efferato omicidio. Non è chiaro, inoltre, se l'ex fidanzata di Taulant abbia fatto tutto da sola. Gli investigatori, infatti, non escludono che sia stata aiutata da almeno due complici a sezionare i corpi degli ex suoceri e a disfarsi di loro. I resti di Shpetim e Teuta Pasho sono stati rinvenuti nelle scorse settimane in quattro diverse valigie in un campo abbandonato tra la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e il muro perimetrale del carcere di Sollicciano.

Elona è stata arrestata a Firenze martedì 22 dicembre. Durante l'interrogatorio di convalida nel fermo, la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il gip, che di fatto ha accolto il quadro indiziario raccolto finora, ha definito la 36enne molto pericolosa. Elona, che ha alle spalle sette condanne per truffa, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e furto, potrebbe uccidere ancora in quanto è inserita in un circuito delinquenziale e può contare su dei complici e delle relazioni, anche strette, con persone di "notevole calibro delinquenziale".

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