Erano le ore 23:46 di lunedì 18 gennaio (quasi le 4 del mattino di martedì in Italia) quando la terra ha iniziato a tremare nella provincia di San Juan, nell’ovest dell’Argentina.

Un forte terremoto di magnitudo 6,4 ha colpito la località di Media Agua, situata a sud della capitale regionale San Juan, causando alcuni crolli. La conferma è arrivata dall'Instituto Nacional de Prevención Sísmica.

Colpito il dipartimento di Pocito

L’ipocentro del Terremoto è stato individuato a circa otto chilometri di profondità, vicino a Media Agua, piccolo villaggio appartenente al dipartimento di Pocito, ai piedi delle Ande.

Il sisma principale, secondo i primi testimoni, non è durato più di 10 o 15 secondi, ma è stato seguito dalle scosse di assestamento, di cui quattro di forte entità, prolungando per oltre un’ora la paura della popolazione e interrompendo le linee elettriche in molte zone della provincia.

L’eco della sua forza è stata avvertita anche nelle province argentine limitrofe di Mendoza, Cordoba e San Luis e perfino a Santiago, la capitale cilena, distante circa 500 chilometri.

I danni del terremoto

In seguito al sisma due bambini hanno riportato traumi di media entità, mentre un adulto ha riportato un trauma grave ed è stato pertanto ricoverato in ospedale, ma per il momento non ci sono state vittime, secondo quanto ha riferito il governatore provinciale di San Juan.

È stata intanto già stilata una lista dei danni materiali più importanti che il terremoto ha lasciato dietro di sé in varie parti della provincia di San Juan, e molti sono gli abitanti che, in queste ore, stanno caricando sui propri account social (Twitter in primis) riprese e immagini di alcuni crolli e dei problemi causati dalla scossa sismica.

Il terremoto secondo gli esperti

Miguel Castro, studioso del Centro Sismologico di Mendoza, ha spiegato al canale TN che il terremoto è stato percepito in zone piuttosto lontane del Paese proprio a causa della combinazione di una magnitudo molto elevata e di una profondità parecchio ridotta, in quanto le onde sismiche sono in grado di percorrere molti chilometri.

Questo sisma, ha aggiunto, ricorda quello che il 23 novembre 1977 causò 65 morti e oltre 300 feriti proprio nella provincia di San Juan, e se oggi non ci troviamo a fronteggiare un bilancio così tragico lo dobbiamo al punto dell’epicentro, una zona ricca di faglie attive appartenenti alla valle di Pie de Palo.

San Juan è una delle zone con maggior incidenza sismica dell’intera Argentina, e gode del triste primato del peggior terremoto del paese, che nel 1944 causò oltre 10.000 morti e lasciò senza casa metà degli abitanti della provincia. Per fronteggiare simili disastri, molti edifici sono stati ricostruiti seguendo precise norme antisismiche, ed è anche per questo che il sisma di questa notte, nonostante la violenza, ha causato danni limitati.

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