Sharon, la bimba di 18 mesi deceduta qualche settimana fa a Cabiate (Como), non sarebbe rimasta vittima di un tragico incidente domestico. La piccola, secondo quanto ricostruito dalla Procura lariana sarebbe morta dopo esser stata picchiata violentemente e abusata dal nuovo compagno della madre, un giovane di 25 anni di origine rumena. L'uomo è stato arrestato nella mattinata di oggi, sabato 23 gennaio, su richiesta del sostituto procuratore di Como Antonia Pavan.

Arrestato il compagno della madre

I carabinieri della tenenza di Mariano Comense hanno arrestato, come disposto dal gip Andrea Giudici, il patrigno della bimba di Cabiate deceduta la sera dello scorso 11 gennaio.

L'uomo, già allontanato dalla mamma della piccola, da quanto si apprende è stato raggiunto nella sua abitazione di Lentate sul Seveso (Monza Brianza) ed è già stato tradotto in carcere al Bassone di Como. Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: morte derivante da maltrattamenti. L'arrestato dovrà rispondere anche di presunti abusi sulla bimba.

In un primo momento, stando anche al racconto del nuovo compagno della madre, si attribuì il decesso a un trauma cranico provocato da un incidente tra le mura domestiche. Il 25enne, infatti, riferì che la piccola Sharon, che si trovava in casa con lui mentre la mamma era lavoro, era stata colpita da una stufetta che lei stessa aveva fatto cadere da una scarpiera. L'autopsia, eseguita dal perito anatomopatologo dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - dove la piccola era stata portata in condizioni disperate - unitamente agli accertamenti dell'Arma, ha però raccontato un'altra verità.

L'esame, infatti, ha evidenziato la presenza, su diverse parti del corpicino, di numerose ferite compatibili con traumi contusivi.

La ricostruzione della Procura di Como

La Procura di Como, in queste ore ha diffuso un comunicato in cui ha ricostruito la vicenda. Il procuratore Nicola Piacente nella nota ha precisato che l'allarme sarebbe stato dato due ore dopo "l'asserito incidente domestico", su sollecito della nonna materna della piccola Sharon.

La donna, infatti, entrando nell'abitazione della figlia e trovando la nipotina priva di sensi e con tracce di vomito sul maglietta, avrebbe esortato il 25enne a chiamare il 118.

Il giovane, davanti alla madre, avrebbe tentato di giustificare alcune ferite al labbro della bimba attribuendole, in maniera confusa, a una caduta. L'uomo poi, aveva dichiarato che la piccola, mentre stava giocando a metà pomeriggio, si era tirata addosso un piccolo climatizzatore da bagno in plastica, posto a circa un metro e mezzo di altezza.

Nonostante tutto, però, dopo poco sembrava essersi ripresa. Il racconto del 25enne, come ha sottolineato il procuratore Valente, però "è risultato menzognero".

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