Sono tredici le persone finite in manette questa mattina, 18 marzo, che farebbero parte di una banda criminale specializzata nell’assalto ai furgoni portavalori. Sodalizio criminale che – durante i tanti colpi messi a segno – avrebbe guadagnato anche un bottino da 11 milioni di euro. L’operazione, messa a segno dalla polizia di Cagliari, Sassari e Nuoro con la collaborazione dei colleghi della Guardia di Finanza, ha visto coinvolti oltre 300 agenti, tutti coordinati dai responsabili della Dda di Cagliari, la Direzione distrettuale antimafia. I componenti della banda arrestati questa mattina, sono Giovanni Chessa, 50 anni, originario di Irgoli, considerato uno dei capi del sodalizio criminale, Renzo Cherchi, 34 anni, anche lui di Irgoli, Gian Mario Fadda, 43 anni, originario di Ittiri, Graziano Carta, 38 anni, di Siniscola, Graziano Cossu, 56 anni, originario di Orgosolo, Giovanni Maria Demelas, 56 anni e il fratello 45enne Graziano, nati a Porto Torres, Andrea Floris, 37 anni di Irgoli, Carlo Menneas, 45 anni, di Orgosolo, Michele Antonio Mereu, 47enne di Mores insieme al fratello 49enne Piero, Antonio Giovanni Taula, 74enne di Sassari.

Ai domiciliari invece è finito Antonio Serra, un 57enne di Silanus. Tutti gli arrestati dovranno rispondere di “concorso in associazione per delinquere finalizzata alle rapine”, si legge nelle carte della Procura.

Arresti e perquisizione

Durante l’operazione messa a segno questa mattina da poliziotti e finanzieri sono state indagate, a vario titolo, anche altre 11 persone. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il sodalizio criminale era dotato di “eccezionale pericolosità”, considerando soprattutto che la banda disponeva di parecchio denaro in contante, frutto delle rapine, e di armi di ultima generazione. Un vero e proprio arsenale da guerra – hanno assicurato gli inquirenti – composto da fucili automatici, bombe a mano, Kalashnikov e anche mitragliatrici Uzi.

Le indagini delle forze dell’ordine hanno dimostrato che la banda avrebbe messo a segno due assalti che, all’epoca, avevano fruttato diversi milioni di euro. Il primo, avvenuto sulla statale 131, all’altezza di Bonorva, aveva fruttato 543mila euro. Il secondo, molto più consistente, era andato in scena nel 2016, all’interno dell’istituto di vigilanza Mondialpol di Sassari che aveva fruttato un bottino di 11milioni di euro.

Oltre che una rapina a un supermercato durante la quale tutti i dipendenti furono rinchiusi all’interno di un magazzino, dopo essere stati tutti legati.

Armi e soldi

Secondo le indagini coordinate dalla Procura, il personaggio principale della banda sarebbe Franco Giovanni Chessa, arrestato questa mattina all’interno del suo ovile di Thiesi.

E proprio nel suo ovile – secondo gli inquirenti – avvenivano gli incontri tra i vari componenti della banda dove appunto venivano pianificati i vari colpi. Dalle intercettazioni si è poi scoperto che Chessa aveva una notevole disponibilità di denaro. Come i 900mila euro “macchiati”, provenienti dal colpo al caveau della Mondialpol, che l’allevatore aveva cercato di ripulire contattando un gruppo criminale calabrese. Chessa, tra l’altro, come hanno fatto emergere le intercettazioni, aveva a disposizioni armi e anche bombe a mano, che nascondeva in diversi terreni di sua proprietà tra Bonorva, Irgoli e Thiesi.

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