La giuria popolare ha elaborato la sentenza nella Camera del Consiglio questo lunedì, processando l’ex poliziotto che lo scorso 25 maggio 2020 uccise a Minneapolis George Floyd. Derek Chauvin, l'agente di polizia imputato per aver soffocato Floyd col suo ginocchio (una manovra non usuale né ammessa tra gli agenti di polizia), è stato processato dopo sole dieci ore di discussione e senza chiedere chiarimenti alla Corte di Minneapolis.

Il processo

Il processo per la morte di George Floyd è cominciato il 29 marzo 2020. Nel corso delle udienze è stato mostrato in aula il filmato di quei drammatici 9 minuti e 29 secondi che ritraggono Floyd disteso a pancia in giù sull'asfalto, con al collo il ginocchio dell'agente Derek Chauvin.

Lo scorso anno queste immagini hanno fatto il giro del mondo generando il ‘Black Lives Matter', il movimento di protesta contro la violenza e gli abusi della polizia contro le persone di colore.

Durante il processo di Chauvin la difesa ha tentato di contestare il risultato dell’autopsia dei medici legali dichiarando che la morte di Floyd sarebbe dovuta al suo precedente abuso di droghe.

Successivamente è stato confermato, tramite ulteriori indagini, che George Floyd è morto per asfissia, causata dalla pressione del ginocchio del poliziotto sul suo collo, che gli ha impedito di respirare. La Procura ha visionato in aula le riprese fatte dalle ‘body cam’ indossate dai poliziotti coinvolti, delle telecamere di sicurezza e dai cellulari dei testimoni presenti sulla scena.

I testimoni convocati in aula hanno commentato con angoscia, tra le lacrime, quella scena; tra loro una bambina di nove anni e una ragazza di diciassette.

L’ormai ex poliziotto è stato giudicato colpevole per l’omicidio di George Floyd, la giuria lo ha ritenuto responsabile di tutti e tre i capi d’accusa di cui era imputato, adesso rischia oltre 40 anni di carcere.

Subito dopo la lettura della sentenza da parte del giudice, Chauvin è stato ammanettato e condotto via dagli agenti della polizia della contea di Hennepin, resterà sotto custodia cautelare in attesa che venga determinata l'entità della pena. Il giudice Peter Cahill entro 8 settimane annuncerà la pena definitiva che spetterà al poliziotto.

Fuori dal tribunale la folla a favore di George è esplosa in applausi e cori di gioia, esultando per l’esito della sentenza e la giustizia ottenuta.

La vicinanza dei Presidenti alla famiglia Floyd

“Oggi abbiamo compiuto un passo avanti contro il razzismo sistemico che è una macchia per l’anima del nostro Paese”, così il Presidente statunitense Joe Biden ha commentato a caldo il verdetto del processo per la morte di George Floyd, che ha visto la condanna piena dell’agente di polizia Derek Chauvin. Dopo i tre verdetti ricevuti, Biden ha telefonato personalmente ai familiari di Floyd confermando la vicinanza e di essere rincuorato per l’esito.

Nonostante il cambiamento significativo ottenuto con il processo di Chauvin, il Presidente americano ha affermato di voler fare di più per la sicurezza dei propri cittadini, tutelandoli in futuro attraverso dei disegni di legge mirati.

Assieme all’attuale presidente Biden, si è unito anche l’ex Presidente Barack Obama, il quale ha esortato il popolo americano a non smettere di lottare e assieme alla moglie Michelle Obama ha affermato: "La giuria ha fatto la cosa giusta, ma per avere una vera giustizia non basta un singolo verdetto, non ci possiamo fermare ora".

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