Malika, una giovane 22enne di Castelfiorentino (Firenze), lo scorso gennaio è stata costretta ad allontanarsi dalla propria casa dopo aver confessato alla famiglia di essere omosessuale. La ragazza aveva deciso di raccontarsi alla famiglia tramite una lettera in cui diceva di star bene, di aver trovato la felicità grazie ad una ragazza conosciuta nel luglio del 2020 e di voler condividere con loro questo momento. La risposta della madre è giunta poco dopo con delle note vocali su Whatsapp, in cui la donna minacciava, insultava a morte e offendeva la figlia; il fratello sarebbe arrivato a minacciare Malika, mentre il nonno le avrebbe più risposto al telefono.

La procura ha aperto un'inchiesta al riguardo.

Le frasi d'odio e l'allontanamento

Tra le frasi pronunciate negli audio dalla madre vi sarebbero affermazioni come: “L’altra gente ha figli normali, noi abbiamo uno schifo come te" e “Ti auguro un tumore, sei la rovina della famiglia, meglio una figlia drogata che lesbica” e ancora: “Sei uno schifo, lesbica, se ti vedo ti ammazzo!”. Le conversazioni tra Malika e la madre risalgono ai primi di gennaio.

Malika, dopo essere stata cacciata di casa, non ha avuto il permesso di tornarvi per riprendersi i propri oggetti personali e i genitori avrebbero addirittura cambiato la serratura dell’abitazione per impedirle qualunque accesso. La ragazza ha così contattato l’Arma dei Carabinieri, nella speranza di poter recuperare le proprie cose ma, al momento in cui alla madre è stato chiesto il permesso, quest’ultima ha negato di conoscere Malika.

Dopo 2 mesi di denunce e battaglie legali è stata aperta un'inchiesta dalla procura di Firenze.

Solidarietà sociale

La terribile storia di Malika sta avendo però dei risvolti positivi in questi giorni, è riuscita ad incassare la solidarietà di politici, associazioni e famiglie che si sarebbero rese disponibili nell’ospitare la ragazza.

Le proposte sono arrivate da tutta Italia, nella speranza di poter aiutare la 22enne a continuare serenamente la propria vita, tra il calore e l’appoggio familiare che le è mancato.

Malika ha fatto sapere a tutti di star bene e di leggere i loro commenti con affetto tramite un post sul suo profilo Facebook: “Grazie. Per una parola, un gesto, un abbraccio virtuale.

Vi leggo tutti, ma siete veramente tanti. Porto avanti questa battaglia con coraggio, per i ragazzi che stanno passando quel che ho passato e sto passando io, per i bambini del futuro, per quel che conta nella vita: l’amore”. Malika ha inoltre aggiunto: “Vi chiedo soltanto di non dimostrare odio, offese e parole brutte verso i miei “genitori”. Ad appoggiare la ragazza c’è anche la cantante Emma Marrone.

Il cantante Fedez ha ricondiviso nelle proprie stories di Instagram la storia di Malika aggiungendo: "I vari Pillon, associazioni cattolico-estremiste, antiabortisti ci tengono sempre a ricordarci che amare una persona dello stesso sesso sia contronatura. Io credo invece che quello che ho appena visto sia contronatura, il rifiuto di una figlia da parte di una mamma".

Anche la comunità di Castelfiorentino, assieme al suo sindaco Alessio Falorni, ha attivato una catena solidale in aiuto alla giovane.

Raccolta fondi per Malika

Attualmente la cugina di Malika, Jasmine, ha aperto una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe ringraziando infine tutti coloro che contribuiranno ad aiutare la cugina. In poche ore la campagna ha raggiunto l’obiettivo delle 10.000 euro richieste inizialmente, superando di netto la somma e raccogliendo più di mille donazioni.

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