Nome d'arte, Anna Bettz, Anna Bettozzi, 62 anni, ex cantante e ballerina, già agente immobiliare e vedova del petroliere Sergio Di Cesare, fondatore della Europetroli, scomparso nel 2018, è stata arrestata ieri, 8 aprile, nell'ambito di una maxi-operazione denominata 'Petrolmafie Spa'.

I soldi della camorra avrebbero finanziato la società Made Petrol Italia srl, l'azienda di famiglia, specializzata in compravendita di carburante di cui Ana Bettz aveva le redini. Per i pm di quattro Procure, quelle di Roma, Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria che hanno coordinato l'indagine, sarebbe stata a capo di un’associazione a delinquere operante nel settore petrolifero che avrebbe aggirato il Fisco.

Nel corso dell'operazione condotta dal Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza in collaborazione con i carabinieri del Ros, sono state arrestate 71 persone in tutta Italia con accuse quali associazione di tipo mafioso, riciclaggio e autoriciclaggio, frode fiscale di prodotti petroliferi. Sono stati sequestrati immobili, società e denaro contante del valore di circa 1 miliardo di euro.

Ana Bettz, l'intercettazione che scotta

"Ah Pié, io dietro c'ho la camorra": intercettata dai finanzieri il 4 marzo 2019, Anna Bettz avrebbe detto questa frase parlando a telefono con la sorella Piera per spiegare l'impennata di profitti della società petrolifera di famiglia in pochi mesi.

La frase si inserisce in una conversazione nella quale, secondo gli inquirenti, la donna avrebbe cercato di dissuadere la sorella dall'aprire un deposito di carburanti, mettendola di fronte alla possibilità di essere imputata per associazione a delinquere.

Anna Bettz sarebbe stata "capo indiscusso, persona più di tutti esperta, anche grazie a quanto imparato dal marito Sergio Di Cesare", si legge nell'ordinanza del gip Tamara De Amicis che ne ha disposto l'arresto.

Avrebbe avuto come soci in affari camorristi, e attraverso il riciclaggio di soldi sporchi avrebbe risanato la società in grave crisi finanziaria. La maxi evasione fiscale realizzata sarebbe di oltre 185 milioni di euro. "Nulla si muove senza il suo assenso" si legge nelle carte dell'inchiesta. L'indagata avrebbe vantato una fitta rete di soggetti pronti ad aiutarla nell'occultamento di ingenti risorse.

Nel corso dell'operazione scattata la scorsa notte, sono stati sequestrati gli impianti della società petrolifera della famiglia Bettozzi.

Oltre all'imprenditrice ereditiera, è stato arrestato un pezzo della sua famiglia: due figli, un nipote, il compagno della figlia e il legale dell'impresa. L'ex showgirl era già incappata nella Finanza l'11 marzo del 2019, quando era stata fermata al confine di Ventimiglia mentre stava andando in Francia diretta al Festival di Cannes. A bordo della sua Rolls Royce con chauffeur, in uno stivale a coscia alta i finanzieri scovarono 300mila euro in contanti. A questa cifra si aggiunse un milione e 734 mila euro, denaro scoperto poche ore più tardi in una cassetta di sicurezza in un hotel milanese.

Per i pm, la donna disporrebbe di "ingentissime provviste di denaro liquido, nascosto nei luoghi più disparati".

Ana Bettz, per le procure rapporti privilegiati con i clan

Casalesi, ma anche Moccia e Micola. Ana Bettz sarebbe stata in affari con i principali clan camorristici. Avrebbe avuto un rapporto privilegiato con Alberto Coppola, uno dei principali indagati che, a Roma, era in contatto con il boss camorrista Antonio Moccia.

Con il loro appoggio, sarebbe riuscita a risollevare le sorti della sua impresa. Avrebbero finanziato la società Made Petrol immettendo nelle casse aziendali migliaia di euro in contanti riciclati. Con questo 'trucco' solo nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018, la società avrebbe quadruplicato gli introiti e sarebbe passata in tre anni a un volume d'affari da 9 a 370 milioni di euro.

I clan sarebbero stati avvantaggiati grazie ai lauti guadagni provenienti dall’evasione dell’Iva. "L'affare ci sta fruttando più della droga", avrebbero detto dei camorristi in un'intercettazione ambientale.

Ana Bettz, nell'inchiesta anche Garko non indagato

Dalle cronache mondane a quelle giudiziarie. In passato, Ana Bettz, regina delle feste e del lusso a Porto Rotondo, vicina di casa di Silvio Berlusconi, era stata protagonista del gossip per un presunto flirt tra lei e l'attore Gabriel Garko. Nell'inchiesta giudiziaria, i due nomi figurano ancora una volta insieme.

Ana Bettz avrebbe usato denaro di provenienza illecita anche per pagare in nero Garko, che non è indagato. L'attore era stato ingaggiato per una campagna pubblicitaria della Made Petrol e parte del corrispettivo pattuito pari a 150 mila euro, sarebbe stato versato in contanti.

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