Un’allenatrice della nazionale giovanile di pallavolo dell’Afghanistan ha denunciato al Persian Independent - versione parsi dell'Independent, quotidiano britannico - l’uccisione di una sua giocatrice per mano dei talebani. La vittima si chiamava Mahjubin Hakimi aeva 18 anni ed era di etnia hazara, pallavolista della squadra Kabul Municipality Volleyball Club, e della nazionale giovanile del Paese. La notizia è stata confermata da Mauro Berruto, ex c.t. della nazionale di volley e oggi responsabile sport del Pd al Corriere della Sera. Successivamente però sono iniziate a circolare versioni diverse.

I familiari avevano deciso di tenere segreta la notzia per paura di ripercussioni

La decapitazione sarebbe stata compiuta nella seconda metà di agosto da parte dei talebani e le circostanze sarebbero state rese note solo ai familiari che hanno deciso di tenere segreta la notizia per paura di ripercussioni dopo essere stati minacciati. La colpa della ragazza sarebbe stata quella di giocare senza l’hijab, era hazara e dopo la presa di Kabul era stato imposto alle donne il divieto di praticare sport (il vicepresidente della "Commissione culturale" Ahmadullah Wasiq sostiene che per le donne non è necessario praticare sport).

Nelle scorse settimane oltre una ventina di atlete della nazionale di volley afghana avevano chiesto aiuto agli altri paesi per fuggire perché temevano rappresaglie e violenze a causa della loro attività sportiva.

Solo 2 atlete sono riuscite a scappare dal Paese e hanno denunciato l’omicidio a colpi di pistola di una loro collega avvenuto ad agosto, le altre sono state costrette a fuggire e nascondersi. Le calciatrici di Herat ad esempio erano riuscite ad arrivare in Italia, mentre Zakia Khudadadi era riuscita a raggiungere Tokyo diventando la prima partecipante dell'Afghanistan alle Paralimpiadi.

Le conferme di Mauro Berruto

Il fatto è stato confermato al Corriere della Sera da Mauro Berruto. Al quotidiano Berruto ha raccontato di esser stato contattato tramite WhatsApp da una pallavolista afghana ad agosto, il giorno dopo l’attentato di Kabul, che disperata aveva confidato all'ex C.T la sua paura di essere massacrata perché la stessa sorte era toccata ad una sua compagna di squadra.

La ragazza aveva parlato di una sua compagna di squadra "uccisa come un animale". L'ex Ct ha raccontato dunque di essere riuscito a portare - a fine settembre - la giovane giocatrice in Italia.

Ha poi aggiunto che martedì, dopo aver letto la notizia della morte di Hakimi, ha chiamato la ragazza che era riuscito a far arrivare in Italia chiedendole se la ragazza “uccisa come un animale” di cui parlava nei messaggi fosse proprio Hakimi, notizia confermata dalla giovane.

Sempre Berruto ha invitato le associazioni umanitarie ad aiutare le persone in Afghanistan che potrebbero essere in pericolo, mentre, Giuseppe Manfredi presidente Fipav, ha annunciato che nel fine settimana verrà osservato un minuto di silenzio su tutti i campi della pallavolo italiana in memoria di Hakimi.

Myriam Sylla, capitano dell'Italvolley femminile, ha invitato tutti a riflettere sull'accaduto perché "Mahjabin poteva essere mia sorella, potevo essere io".

Le altre versioni

Le cause della morte non sono state confermate, così come suggerisce anche lo stesso Berruto. Poco dopo il diffondersi della notizia sono invece cominciate a circolare versioni alternative rispetto a quella dell'Independent persiano e confermate da Berruto. Alcuni quotidiani parlano di suicidio - ma non ci sono conferme ufficiali come precedentemente detto - mentre al Corriere, il fratello di Hakimi, avrebbe riferito che la sorella "è morta ad agosto in circostanze poco chiare a casa della famiglia del suo fidanzato".

Nota di aggiornamento del 22/10/2021: Questo articolo, a partire dal titolo, è stato aggiornato venerdì 22 ottobre per aggiungere le versioni alternative che nella stessa giornata stanno cominciando ad emergere sui vari quotidiani nazionali e internazionali.