Costretto al ricovero poco prima di Natale, lo scorso 9 gennaio il 67enne ex calciatore brasiliano ha reso noto il grave problema di Salute che lo affligge. Come Pelé, anche Roberto Dinamite è affetto da un tumore e ha iniziato da poco la chemioterapia. Lo scorso dicembre era stato trasportato d'urgenza in ospedale a causa di un'ostruzione intestinale. Nella circostanza i medici si sono accorti della reale natura della patologia e lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico. Meno di venti giorni fa, Roberto è tornato nella sua abitazione. "Avere intorno brave persone e aver fede sono cose importanti in questo momento, ma aver fiducia nella scienza e nella medicina sarà sempre la via più veloce verso la guarigione.

Restiamo uniti in questa battaglia", ha scritto su Twitter lo storico bomber del Vasco da Gama.

Tantissimi gli ex compagni di squadra e avversari sul campo, leggende del calcio che gli hanno inviato messaggi di sostegno, tra questi Zico con il quale diede vita a una celebre rivalità negli anni '70 e '80. "Amico mio - ha scritto il 'Galinho' - sei sempre stato un guerriero e vincerai anche questa sfida segnando il gol della tua guarigione.

Ti vogliamo sempre con quel sorriso, ci vogliono energia positiva e tanta fede in Dio".

Tra coloro che gli hanno inviato messaggi sui social anche Jorge Salgado, attuale presidente del Vasco da Gama, club la cui maglia è stata quasi una seconda pelle per il celebre 'Dinamite' (oltre mille presenze tra match ufficiali e amichevoli e settecento gol realizzati con il Gigante da Colina di Rio de Janeiro tra il 1971 e il 1989) e cui è stato a sua volta presidente dal 2008 al 2014.

Trionfi e drammi di un giocatore straordinario

Carioca doc, Carlos Roberto de Oliveira si meritò il soprannome di 'Dinamite' per la devastante potenza del tiro, ma era solo una delle sue tante doti calcistiche. Campione nazionale con il Vasco da Gama nel 1974 e sei volte campione statale, è il sesto bomber brasiliano di tutti i tempi con 507 reti in 826 gare ufficiali.

Notevole anche il suo bottino con la nazionale, 20 gol in 38 partite, con la quale conquistò il bronzo mondiale in Argentina nel 1978. Alla Selecao è però legata la sua più grande delusione calcistica, quel Mondiale di Spagna 1982 vissuto soltanto da spettatore: Telé Santana che lo aveva inizialmente escluso dalla lista dei convocati, infatti, lo chiamò all'ultimo momento per sostituire l'infortunato Careca ma non lo fece mai scendere in campo. "La fortuna dell'Italia fu che non giocai al Sarrià", disse in un'intervista esclusiva rilasciata a Tuttomercatoweb nel 2020, con il sorriso sulle labbra ma, ancora oggi, con la convinzione che non avrebbe certamente sfigurato in quella nazionale di fenomeni.

Il suo vero dramma lo avrebbe vissuto due anni dopo, quando il destino gli avrebbe tolto Jurema, la sua prima moglie, deceduta a causa di una grave malattia. Una donna talmente carismatica e affascinante che, tra le altre cose, venne pure additata come 'macumbera' dalla superstiziosa 'torcida' in occasione del citato infortunio di Careca del 1982. Per Roberto, Jurema era anche una preziosa consigliera e una sorta di 'procuratrice', figura professionale che all'epoca era certamente meno iconica dei nostri tempi, ma non per questo meno importante.

Le condizioni di Pelé

Come Roberto Dinamite, anche il giocatore brasiliano più celebre di ogni epoca sta giocando la sua partita più difficile. Le ultime notizie sulle condizioni di salute di Pelé, purtroppo, non sono positive: 'O'Rey' è tornato a casa dopo l'ultima degenza ospedaliera ma il cancro avrebbe provocato metastasi in altre parti del corpo.

Non ci sono conferme ufficiali in proposito, ma la notizia è stata riportata da numerosi organi di stampa anche in Italia. L'81enne ex calciatore, tre volte campione del mondo, si starebbe sottoponendo a nuovi cicli di chemioterapia, lo scorso anno era stato operato per rimuovere un tumore al colon.