Continuano le indagini sul delitto di Sesto San Giovanni: verso le 9 di domenica 12 giugno, il 19enne Gianluca Loprete ha chiamato il 112, spiegando di aver accoltellato il padre. “Ho combinato un casino”, avrebbe ripetuto ai carabinieri accorsi in via Saint Denis, a pochi passi dall’ospedale della cittadina alle porte di Milano. Una volta entrati nell’appartamento al terzo piano, che appariva sporco, maleodorante e in disordine, i militari dell’Arma hanno ritrovato in camera da letto, tra pozze di sangue ancora fresco, i resti del padre del giovane, Antonio Cristiano Loprete, 57 anni.

Il corpo della vittima è stato sezionato in cinque parti, probabilmente con un grosso coltello, trovato stretto nel suo pugno. Da quel momento gli inquirenti, nel tentativo di individuare la dinamica e il movente del delitto, hanno cercato di ricostruire la storia del ragazzo e del padre, ascoltando diversi testimoni. In molti hanno parlato dei problemi psichici del 19enne, che sarebbe anche un consumatore di sostanze stupefacenti, e raccontato dei festini organizzati con gli amici, ma anche delle difficoltà vissute dal genitore negli ultimi tempi.

Il 19enne è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso il padre

Dopo aver fatto le prime ammissioni ai carabinieri, il 19enne ha improvvisamente smesso di parlare e non ha riposto nemmeno alle domande del pm di Monza Carlo Cinque, prima di essere arrestato con le accuse di omicidio aggravato e vilipendio del cadavere del padre.

Secondo gli inquirenti potrebbe aver ammazzato il genitore di notte o comunque il sabato pomeriggio, dato che l’ultimo avvistamento del 57enne risale alla tarda mattinata dell’11 giugno. Il ragazzo soffre fin da bambino di problemi psichiatrici ed è in cura presso il Cps di Sesto San Giovanni, dov’è stato visto fino allo scorso marzo.

Tuttavia sembra che non abbia mai mostrato comportamenti violenti, tanto che in passato mai nessuno aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine a causa sua.

Le testimonianze dei vicini di casa del 19enne che avrebbe ucciso il padre

Come hanno raccontato agli inviati del Corriere della Sera alcuni vicini di casa della vittima, il ragazzo era un consumatore di ingenti quantitativi di droghe leggere, tanto che in diversi avrebbero protestato col padre per il forte “odore di canne” nei pressi della loro abitazione.

Inoltre, dopo il lockdown per la pandemia quell’appartamento sarebbe diventato un punto di ritrovo per le “cattive compagnie” del 19enne: si tratta di un gruppo di amici che disturbavano la quiete condominiale, salendo con le bici fino al terzo piano per partecipare ai festini del giovane. Una volta uno di questi ragazzi si sarebbe addirittura fermato a dormire sul pianerottolo. Tuttavia la situazione sembrava essere migliorata quando il presunto assassino si era trasferito dalla madre, separata dal marito, che vive tra l’Austria e l’Alto Adige.

Il padre del 19enne nell’ultimo periodo soffriva di depressione

Nelle ultime settimane il 19enne, una volta tornato a Sesto, aveva smesso di portare gli amici a casa e di organizzare quei festini che tanto avevano fatto preoccupare i vicini.

A quanto pare era diventato più ombroso, tanto da salutare a fatica chiunque incontrasse. Inoltre era peggiorato il suo rapporto col padre: nessuno li avrebbe mai sentiti litigare, tuttavia sembra che i due, pur vivendo sotto lo stesso tetto, ormai si ignorassero. Inoltre il 57enne – laureato presso la Bocconi e dirigente del Banco Bpm, dove si occupava di investimenti – avrebbe sofferto di problemi di depressione nell’ultimo periodo, tanto da essere stato ricoverato in ospedale. Probabilmente la separazione con la moglie e le difficoltà con il figlio ne avevano minato la salute, portandolo a lasciarsi andare, tanto da trascurare il lavoro e l’abitazione.