Uccide il padre e chiama il 112 per costituirsi. La domenica delle elezioni per il sindaco di Sesto San Giovanni, comune alle porte di Milano, è stata funestata da un tragico delitto avvenuto nella cittadina, dietro il quale si celerebbe una triste storia di difficoltà personali. Verso le 9 di mattina un ragazzo di 19 anni ha telefonato al numero unico di emergenza: “Correte, ho ammazzato mio padre”, sarebbero state le parole del giovane, uno studente incensurato che soffre da tempo di problemi psichici. I carabinieri si sono immediatamente recati nell’appartamento in via Saint Denis e lì hanno trovato il 19enne con in mano un coltello, in stato di shock.

In una delle camere da letto dell’abitazione i militari dell’Arma hanno rinvenuto il corpo della vittima, Antonio Cristiano Loprete, 57 anni. Il presunto assassino avrebbe infierito sui poveri resti del padre, facendolo a pezzi.

Il ragazzo potrebbe aver ucciso il padre nella serata di sabato

Sul posto sono giunti anche i militari della Sezione investigazioni scientifiche di Milano che hanno eseguito i primi accertamenti, insieme al medico legale. Secondo le prime ricostruzioni, il delitto potrebbe essere avvenuto nella serata di sabato 11 giugno: infatti la vittima è stata vista per l’ultima volta da alcuni testimoni intorno a mezzogiorno. Di certo alla vista delle forze dell’ordine, che sono entrate nell’appartamento in cui il ragazzo viveva con il genitore, si è presentato uno spettacolo orrendo: il corpo del 57enne infatti era stato sezionato in più parti.

Il giovane aveva ancora in mano un coltello, che potrebbe essere l’arma del delitto. Tuttavia non sarebbe quella la lama utilizzata dall'assassino per infierire sul cadavere, perché di dimensioni troppo piccole rispetto alle mutilazioni provocate: quindi gl'inquirenti starebbero ancora cercando una seconda arma da taglio, più grande.

Il ragazzo che ucciso il padre era in cura per problemi psichiatrici

Secondo quanto emerso delle prime indagini, questo grave episodio di Cronaca Nera sarebbe maturato in un contesto segnato dalle forti problematiche psichiatriche del 19enne. Infatti il ragazzo sarebbe stato in cura fin da bambino, tanto che frequentava il Centro Psico-sociale di Sesto San Giovanni da molto tempo.

Il padre con cui viveva era separato dalla moglie, una donna di origini ecuadoriane, che ora risulta residente in Alto Adige. L’uomo, dopo essersi laureato con il massimo dei voti e la lode presso l’università Bocconi, aveva intrapreso la carriera in banca, diventando dirigente del Banco Bpm.

L’interrogatorio del ragazzo accusato di aver ucciso il padre

Il ragazzo, che durante la telefonata si è accusato del delitto, ha mantenuto un atteggiamento calmo e collaborativo con gli inquirenti durante le prime fasi del loro sopralluogo sulla scena del crimine. Successivamente è stato interrogato da Carlo Cinque, il pm della procura di Monza che coordina le indagini: secondo quanto trapelato si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato.

Con ogni probabilità il giovane potrebbe aver aggredito il padre nel corso di un litigio; tuttavia spetterà a chi indaga stabilire il movente e la dinamica dell’assassinio. Quindi il presunto responsabile è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso il padre e per vilipendio di cadavere: il 19enne è stato accompagnato nel carcere di Monza.