Ha confessato la babysitter 32enne Monica Santi, finora incensurata: è stata lei a lanciare dalla finestra il bambino che accudiva e che avrebbe dovuto tutelare da pericoli di ogni sorta. Lo ha ammesso oggi, 3 giugno, nel corso dell'udienza di convalida del fermo. Accusata di tentato omicidio, non ha saputo spiegare il gesto di cui si è resa protagonista martedì scorso in una villetta di Soliera, in provincia di Modena, dove lavorava. Avrebbe agito in uno stato di black-out mentale.

Babysitter confessa: 'Ero in una realtà parallela'

A riferire alla stampa i dettagli della confessione, è stata oggi Francesca Neri, l'avvocatessa che difende Monica Santi, all'esterno del carcere Sant'Anna di Modena dove l'assistita si trova da tre giorni.

In carcere si è svolto l'interrogatorio della donna davanti al gip che ha convalidato l'arresto per pericolo di reiterazione del reato. Il pm aveva chiesto di confermare la misura cautelare e alla richiesta non si è opposta la difesa, ritenendolo un provvedimento che tutela l'assistita. Appena fermata e interrogata nella caserma dei carabinieri, Santi aveva fatto scena muta.

"Ha raccontato spontaneamente che è stata lei", ha svelato oggi l'avvocatessa. La babysitter di Soliera avrebbe lanciato il piccolo dal secondo piano facendolo precipitare a terra a pancia in giù dall'abitazione di via Arginetto di Soliera, mentre i genitori erano al lavoro. A lanciare i soccorsi, poi, un vicino di casa dopo aver visto il bimbo sull'asfalto.

L'indagata ha riferito che si sarebbe trattato di un gesto non premeditato, scaturito a seguito di un malore improvviso e inspiegabile. "Era in uno stato di catalessi, in una realtà parallela, si sentivo soffocata e ha compiuto questo gesto al quale non riesce a dare una giustificazione", ha detto l'avvocatessa. Non avrebbe capito più nulla. Dopo aver lanciato il piccolo Tommaso di 13 mesi dalla finestra del secondo piano, Monica Santi è andata al piano di sotto della villetta dove c'era la colf al lavoro. Mentre il piccolo giaceva sul selciato sotto casa, Santi avrebbe riferito alla collaboratrice domestica una frase sconnessa: "Adesso il bambino è libero". Si sarebbe trattato di una richiesta d'aiuto.

Sulle prime la signora delle pulizie non sarebbe riuscita a capire il senso della frase rimanendo disorientata, poi di fronte alla ripetizione delle stesse parole, la colf ha capito che doveva essere accaduto qualcosa.

Babysitter tra frustrazioni e un profondo malessere

La babysitter originaria di Carpi, dopo il suo agito, sarebbe apparsa fredda e come priva di sentimento, immobilizzata. Ora, in carcere, si è detta straziata, disperata, preoccupata. Oggi, invece, avrebbe ammesso le sue responsabilità con voce tremante tra le lacrime chiedendo notizie del bambino. Sarebbe stata sconvolta dal fatto di non riuscire a fornire una spiegazione di ciò che ha fatto.

Una laurea in Economia e Commercio, agli inquirenti ha parlato di un malessere derivante da precedenti fallimenti in ambito professionale.

Il lavoro da babysitter sarebbe stato un ripiego dopo aver perso l'impiego in un'azienda dove era stata collocata fino a giugno 2021 con mansioni idonee al suo titolo di studio. Lo scorso gennaio, rispondendo a una inserzione online, aveva iniziato la sua attività da babysitter per otto ore al giorno. In questi mesi avrebbe sviluppato un senso di abbandono, di insicurezza. "Riteneva di essere in grado di gestire da sola questo suo malessere invece purtroppo ha avuto il sopravvento sul suo raziocinio", ha spiegato l'avvocatessa Neri. Secondo la testimonianza della colf che rende l'accaduto ancora più inspiegabile, nella villetta di Soliera, Monica Santi avrebbe sempre avuto un comportamento corretto e professionale.

Non avrebbe dato mai adito a sospetti. I genitori del piccolo l'avrebbero considerata più che affidabile. La nonna del bambino non avrebbe mai notato segni di squilibri.

Babysitter in carcere, migliora il bimbo in ospedale

Nei giorni scorsi si era temuto il peggio. Iniziano a rivedere la luce i genitori, i parenti e i conoscenti del piccolo Tommaso. Il bimbo, ricoverato all'Ospedale Maggiore di Bologna, non sarebbe più in pericolo di vita, ma resta in prognosi riservata. Ha un trauma toracico e fratture multiple. I tempi di recupero probabilmente saranno molto lunghi. Preoccupazione è stata espressa dalla ragazza in carcere che ha chiesto notizie del bambino. Sara sottoposta a perizia psichiatrica in fase di incidente probatorio. Per la difesa, sarà importante nominare un perito per capire se questo suo disagio psicosociale abbia influito sull'agito della ragazza.