A Trieste, l’amministrazione della piscina Bruno Bianchi e i frequentatori dell’impianto osserveranno un minuto di silenzio e sospenderanno le attività il 28 gennaio, in occasione dell’anniversario della tragedia aerea che colpì la squadra azzurra di nuoto. L’iniziativa è stata annunciata tramite un post sulla pagina social della piscina.

Il ricordo della tragedia

Il messaggio pubblicato ricorda che “il giorno della tragedia era brutto, scuro e nebbioso e alle 18.51 del 28 gennaio 1966, esattamente 60 anni fa, quel piccolo aereo della Lufthansa, un bimotore a elica, si era incendiato a Brema, in un atterraggio mal riuscito, con la morte di tutti i 46 passeggeri e della nostra straordinaria squadra azzurra di nuoto.

Il capitano della squadra era Bruno Bianchi, triestino, serio e taciturno, da pochi anni era andato a nuotare a Torino, un cervello in fuga – si direbbe oggi – studente di fisica e punta di diamante della nazionale italiana”.

Le modalità della commemorazione

Il post annuncia inoltre che “su indicazioni del presidente della Fin Paolo Barelli, mercoledì 28 gennaio alle ore 18.50 in tutta la piscina dedicata a Bruno Bianchi, si osserverà un minuto di silenzio, per ricordare atleti, allenatore e telecronista, vittime della tragedia. Alle ore 18.45 verrà letto un breve ricordo”.

La tragedia di Brema

La tragedia di Brema avvenne il 28 gennaio 1966, quando un Convair CV‑440 della Lufthansa, in fase di atterraggio all’aeroporto di Brema, prese fuoco e si schiantò, causando la morte di tutti i 46 passeggeri a bordo.

Tra le vittime vi erano sette nuotatori della nazionale italiana – Bruno Bianchi, Dino Rora, Sergio De Gregorio, Amedeo Chimisso, Luciana Massenzi, Carmen Longo e Daniela Samuele – oltre all’allenatore Paolo Costoli e al telecronista Rai Nico Sapio. Le cause dell’incidente non furono mai chiarite del tutto, anche se si ipotizzarono condizioni di scarsa visibilità e problemi strumentali.